Gioco d’azzardo. La Regione fa il punto su ludopatia e prevenzione

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– Enzo Ferrini –

Per il gioco d’azzardo gli umbri spendono tanto, più di un miliardo all’anno: una somma molto vicina a quanto paga la Regione per il Servizio sanitario pubblico. Lo ha ricordato l’assessore regionale alla Salute, Luca Barberini , in un incontro per fare il punto sul gioco d’azzardo patologico e per pianificare le strategie future contro la ludopatia.

“Il gioco d’azzardo – ha detto – è sempre grave e più diffuso in Umbria. Riguarda tutte le classi sociali e di età, con conseguenze spesso drammatiche sul piano sociale e sanitario. Per dare la dimensione del fenomeno, basta una semplice comparazione: nel 2017, solo nel gioco fisico come slot machine, gratta e vinci, scommesse e simili, sono stati buttati un miliardo e 77 milioni di euro, una cifra molto simile a quella del Fondo sanitario regionale, che ammonta a circa un miliardo e 650 milioni di euro per garantire servizi sanitari e assistenza a tutti i cittadini umbri”.

Al miliardo e 77 milioni spesi nei 1.286 esercizi autorizzati (bar, sale giochi ma anche edicole, ristoranti, ecc.) si devono poi aggiungere i soldi spesi con telefonini e tablet nel gioco online, in costante crescita soprattuto tra i giovani, e quelli inghiottiti nelle scommesse e giochi illegali gestiti da organizzazioni criminali.

Qualche segno positivo

In Umbria sarebbero circa 10.000 le persone per le quali la dipendenza da gioco rischia di diventare una vera e propria malattia, la ludopatia, e di queste, oltre 1.000 sarebbero minorenni. Tuttavia … (continua a leggere nell’edizione digitale con una semplice registrazione)

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