Giornalismo. La scomparsa di Dante Ciliani, a tutti diceva: “Non mollare”

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Dante Ciliani e don Elio Bromuri
Dante Ciliani e don Elio Bromuri

Il mondo del giornalismo umbro ha detto addio il 15 settembre a Dante Ciliani, presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria e firma del Messaggero, morto a 59 anni per una grave e repentina malattia. Una folla di amici, colleghi, conoscenti ha partecipato al funerale nella chiesa di San Francesco a Terni: per tutti, Ciliani era un amico, non solo un collega e professionista autentico. Un amico che ci piace ricordare nella nostra redazione, quando, in qualità di presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti, incontrò i colleghi e collaboratori de La Voce, seduto tra noi a parlare di comunicazione, a confrontarsi sulle difficoltà e prospettive dei media, sempre più ingabbiati tra nuove normative e carenza di risorse economiche. Alla fine, da lui arrivava sempre un incoraggiamento a proseguire, a essere parte attiva del dibattito sociale e culturale attraverso le pagine del nostro giornale. Dimostrava sensibilità anche nei confronti della comunicazione sociale ecclesiale regionale, interessandosi, in non poche occasioni, alla loro evoluzione, apprezzando l’impegno delle istituzioni religiose nell’investire risorse e professionalità in questo non sempre facile settore. Tante volte ha detto di “non mollare” ai colleghi dei media ecclesiali, definiti spesso – nell’ambiente – operatori di un “giornalismo di nicchia”. Sempre affabile e disponibile a raccogliere e a fare sue le istanze di tanti colleghi, soprattutto giovani e precari, ha testimoniato e scritto una bella pagina della storia contemporanea del giornalismo. Ciliani è stato di incoraggiamento e stimolo per non pochi colleghi, soprattutto per coloro che con il loro servizio danno voce a chi voce non ha, e che contribuiscono a far prevalere il “giornalismo dal volto umano”. A Perugia come a Terni, sua città di origine, era sempre presente agli incontri per la festa del patrono san Francesco di Sales. Lo ricordiamo ancora accanto al cardinale di Perugia e presidente della Ceu, Gualtiero Bassetti, lo scorso 24 gennaio. Non ha voluto mancare a quell’appuntamento, ormai una tradizione per i media perugini, portando il saluto affettuoso di tanti giornalisti “laici” al card. Bassetti, definito un “amico della stampa”. La sua assenza si sentirà, come anche quella di don Elio Bromuri, il direttore de La Voce venuto a mancare lo scorso 17 agosto. Tutta la redazione de La Voce esprime il più sentito cordoglio alla famiglia, all’Ordine dei giornalisti dell’Umbria e alla redazione del Messaggero.