Giornalista. Professione in crisi?

In occasione della festa del patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales, intervista al presidente dell'Ordine Dante Ciliani

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E’ un dato assodato. Quella dei giornalisti è una categoria che negli anni ha perso molta della sua credibilità eppure quello del giornalista resta un lavoro capace di attrarre ancora molti giovani. Ne sono una testimonianza le aule affollate delle facoltà di giornalismo e di scienza della comunicazione, e i molti giovani che si offrono alle redazioni dei giornali nella speranza, troppo spesso delusa, di poter un giorno entrare in redazione, magari per diventare l”inviato speciale’. Sogni e aspirazioni che si scontrano con la realtà. Anche in Umbria, che pure non è avara di giornali, tv, radio, uffici stampa ed ora anche siti web. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, Dante Ciliani, sintetizza la situazione parlando di una ‘realtà delicata, esile e povera’ dove i numeri delle realtà editoriali si scontrano con un basso indice di lettura e conseguenti bassi livelli di vendita di copie che si aggiunge a un mercato pubblicitario insufficiente. In questa ‘piccola’ realtà, qual è l’Umbria, ‘con difficoltà si riesce a far quadrare i bilanci’. Il risultato è che in questo settore c’è un alto numero di precari: dai disoccupati (licenziati dalle redazioni in cui lavoravano), agli inoccupati (spesso pubblicisti, ma non solo, che lavorano come ‘free lance’. il ‘libero professionista’ che quando non serve non lavora). Una situazione che si ripercuote sulla qualità dell’informazione, bene prezioso in una società democratica, ma non sufficientemente tutelato. ‘Si vedono sempre più giornalisti professionisti o giovani precari occupati nel lavoro di ‘desk’ e di ‘cucina’ in redazione, e sempre meno sul campo, il che porta – spiega Ciliani -a fare giornali molto meno agili, più superficiali, più omologati per effetto del ‘copia incolla’ di agenzie e comunicati, sempre più influenzati dai tempi e dallo stile dell’informazione televisiva’. Di fronte a evidenti mancanze il lettore si chiede se non sia possibile intervenire e chiama spesso in causa l’Ordine dei giornalisti che non garantirebbe la professionalità dei suoi iscritti. ‘Il giornalista ha un solo patrimonio: la credibilità’ afferma Ciliani, che aggiunge ‘possiamo arginarne il declino solo con la professionalità’. L’Ordine dei giornalisti, ammette Ciliani, ‘così com’è è arretrato’ con regole per l’accesso alla professione ‘stabilite con una legge del 1963, quando c’erano solo grandi giornali con grandi redazioni’, che di fatto prevede ‘una iscrizione all’ordine automatica richiedendo solo la presentazione di articoli e con la dichiarazione del direttore del giornale’. Nessuna discrezionalità all’Ordine ‘per valutare la preparazione del candidato’ commenta il Presidente. Dunque impossibile sperare in un miglioramento? ‘Stiamo facendo il possibile’ risponde. E il possibile è la presentazione in Parlamento di una proposta di legge di riforma dell’Ordine e, nelle sedi regionali dell’Ordine, l’istituzione di un corso di formazione sui fondamenti della professione e sulle carte deontologiche (un programma che ricalca quello che l’Ordine nazionale organizza per i professionisti) obbligatorio anche per gli aspiranti pubblicisti. ‘Siamo stati i primi a farlo, avevamo previsto 20 persone, se ne sono iscritte 40, segno che c’è la voglia di sapere e conoscere le regole della professione’. Regole che l’ordine cerca di far rispettare, e prima ancora conoscere, ‘anche con il ‘lavoro oscuro’ delle procedure disciplinari, una decina nell’ultimo anno, poche unità conclusesi con sanzioni. In tutti i casi l’Ordine ha aperto un dialogo che, è l’auspicio, possa servire a far crescere l’attenzione sulle regole.

AUTORE: Maria Rita Valli

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