Giovani, etica e crescita. Il 90° di presenza salesiana a Perugia

Le celebrazioni a Perugia per i 90 anni di presenza dei salesiani

Tempo di lettura: 261 secondi

Il convegno internazionale sui giovani e il lavoro tenutosi alla Sala dei Notari
Il convegno internazionale sui giovani e il lavoro tenutosi alla Sala dei Notari

I festeggiamenti per il 90° anniversario della presenza dei Salesiani a Perugia non potevano che aprirsi con un momento di confronto e riflessione sui giovani. Giovedì scorso, infatti, alla sala dei Notari, gremita di gente e di tanti giovani si è svolto l’interessante e impegnativo convegno internazionale “Giovani e lavoro: portatori di etica e crescita” per riflettere sulle difficoltà e le sfide che i giovani di oggi si trovano ad affrontare in un mondo “piagato” dalla crisi economica e da un’apparente mancanza di prospettive per il futuro.

All’incontro erano presenti i rappresentanti delle istituzioni, come il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali e la presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini, ma anche studiosi come il prof. Dominick Salvatore della Fordham University di New York, ed esponenti di successo del mondo imprenditoriale come Brunello Cucinelli dell’omonima azienda, Dimitrios Bataloggianis della Dmix-Speedcrafts, Zdzislaw Bik della Fasing Group e Valter Baldaccini dell’Umbriagroup.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato don Tadeusz Rozmus, direttore dell’istituto Don Bosco di Perugia – è di essere dei costruttori di speranza per i giovani. Questi festeggiamenti non sono un modo per onorare noi stessi, ma un momento di confronto per rispondere ai problemi concreti che la realtà contemporanea ci impone”. “La formazione dei giovani – ha detto don Claudio Belfiore, presidente nazionale del Cnos (Centro nazionale opere salesiane) – è alla base della nostra missione religiosa. Il tema del lavoro diventa quindi fondamentale. Ma il lavoro non deve essere inteso semplicemente come ricerca di un’occupazione da cui trarre un compenso economico. È portatore di dignità per il giovane, lo colloca nella società, lo fa diventare partecipe e attivo nella realtà in cui vive, gli dà uno scopo. Perciò noi puntiamo a costruire una cultura del lavoro nei nostri giovani”. Con risultati importanti in tutto il mondo.

“L’esperienza dei centri salesiani di formazione professionale – sottolinea don Mario Tonini, presidente del Cnos Fap e Cnos scuola Italia – è diffusa a livello internazionale ed è il biglietto da visita grazie al quale i Salesiani sono ampiamente presenti all’estero. In Italia ben il 25 per cento dei 15 mila salesiani sono impegnati nella formazione dei giovani in 60 centri, con ottimi tassi di occupazione. Anche se la situazione italiana varia molto, tra un Nord in cui i Cnos Fap sono molto diffusi, e un Sud in cui invece fanno ancora molta fatica ad affermarsi, nonostante l’alto tasso di disoccupazione e abbandono scolastico”.

SALESIANI. Intervista al Rettor maggiore venuto a Perugia: “Ai giovani diamo il dono più grande”

Don Pascual Chavez Villanueva
Don Pascual Chavez Villanueva

In occasione del 90° anniversario dei salesiani a Perugia, don Pascual Chavez Villanueva, rettor maggiore dei Salesiani e nono successore di don Bosco, è venuto in visita nel capoluogo umbro. Ha tenuto una lectio magistralis all’aula magna di Scienze dalla formazione sul tema “I giovani alla ricerca del senso della vita” (testo disponibile sul sito www.donboscoperugia.it) e ha ricevuto l’onorificenza cittadina “Baiocco d’oro” dal sindaco Wladimiro Boccali. I festeggiamenti sono stati anche un momento di riflessione sul futuro dei salesiani e della loro missione religiosa.

Don Chavez, qual è il senso della sua visita a Perugia?

“Ho voluto essere presente alle celebrazioni per questo 90° anniversario per tre motivi principali. Primo, per unirmi alla comunità religiosa nel benedire questo lungo periodo di storia pieno di gioie e soddisfazioni. Secondo, per riflettere insieme sul presente e saper rispondere, in maniera adeguata, agli interrogativi che i giovani ci sottopongono. Terzo, per sognare insieme il futuro, continuando a credere nell’insegnamento di don Bosco di avere sempre fiducia nei giovani e nelle loro possibilità”.

Quali sono i nuovi interrogativi che i giovani vi sottopongono?

“I ragazzi sentono di non avere più prospettive per il futuro, hanno perso fiducia e speranza e si vogliono arrendere, perché questa società li ha resi semplicemente dei consumatori di beni, di sensazioni, di esperienze… Ma la vita non può fermarsi all’aspetto biologico: per ognuno di noi è scritta una missione unica ed esclusiva, che nessuno potrà compiere al nostro posto. I giovani stanno perdendo la consapevolezza di questo senso più profondo della vita”.

Quali risposte state dando come comunità salesiana?

“Il dono più grande che noi – che tutti – possiamo offrire ai giovani è l’educazione, ovvero quegli strumenti capaci di trasformare un ragazzo in un uomo con sogni e prospettive, ma anche in un professionista capace di integrarsi e vivere nel mondo del lavoro. Altrimenti il futuro dei nostri giovani non sarà altro che quello degli emarginati. Altro grande strumento al fianco dell’educazione, mantenere un sistema preventivo per impedire ai giovani di cadere e perdersi”.

Quali le risposte che, invece, non sta dando la società?

“Il più grande errore della nostra società è quello di non credere più nell’educazione dei giovani, di non investire nello sviluppo dei loro talenti e delle loro possibilità. Dalla più grande risorsa che un Paese possa avere, i giovani si stanno trasformando in un problema sociale, perché privi di futuro, o in un tesoro che lascia l’Italia per andare ad arricchire altri Paesi. Stiamo svilendo o esportando all’estero l’unica cosa che non si dovrebbe mai minare: le risorse umane”.

AUTORE: Laura Lana