I grifoni “matano” il Toro e puntano alla coppa Uefa

Ottima prova della formazione di Serse Cosmi. Adesso sognare è lecito

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I sogni son desideri? Parrebbe di sì; ma nel 99% dei casi tra il sogno e la realtà c’è di mezzo… il mare. Per carità, nella vita nulla è precluso, miracoli compresi. Però, per esempio, dire che il Perugia può andare in Coppa Uefa al momento appare soltanto un bellissimo sogno. Non si pensi che non si voglia dare fiducia alla squadra di Serse Cosmi, che sta entusiasmando e ottenendo risultati ben oltre le aspettative, con l’aggiunta – tra i meriti – di aver riportati un pubblico numeroso e caloroso allo stadio “Curi” e in trasferta; però sperare di poter arrivare ad ottenere l’accesso alla prestigiosa manifestazione internazionale appare oggettivamente molto distante dalla realtà. Lo stesso allenatore e la società hanno invitato un po’ tutti, a partire dai giocatori, a restare con i piedi per terra. E’ vero: la marcia del Perugia negli ultimi due mesi non solo ha assunto una regolarità entusiasmante, ma ha anche portato punti pesantissimi per la classifica biancorossa per una salvezza certamente sempre più vicina. Così come sotto il profilo del gioco il calcio proposto da capitan Tedesco e compagni al momento appare oltre che redditizio tra i più spettacolari. Ma la ragione e l’esperienza insegnano che in un campionato come quello italiano di serie A, bellissimo quanto difficile, non ci si può permettere di abbassare mai la guardia. Insomma, le prospettive sono ottime; le proiezioni della graduatoria, calendario alla mano, portano a cifre record (appare evidente tra scontri diretti e maggioranza di gare in casa che il tetto dei 42 punti in serie A, ottenuto sia con Mazzone che con Cosmi in panchina nelle ultime due stagioni, possa essere tranquillamente abbattuto; attualmente mancano 9 punti); la mediocrità di molte avversarie fanno dormire sonni tranquilli. Ma… c’è un ma. Sperare di andare in Coppa Uefa può rappresentare un bellissimo sogno, come detto, con la realtà che però sembra parlare un’altra lingua di certo a scopo prudenziale, ma anche sulla base di considerazioni più generali. Una lingua per esempio che ha portato Alessandro Gaucci a chiedere 9 punti dalle prossime tre partite non tanto per tentare di centrare il sogno europeo, quanto per evitare che qualcuno possa sentirsi appagato dalla situazione attuale e allentare i cordoni. Se c’è proprio qualche inguaribile ottimista, e del resto sperare non costa nulla, che almeno si aspetti ancora qualche settimana. E poi sorge spontanea una domanda: è possibile che squadroni che stanno vivendo una stagione fallimentare (Milan, Lazio su tutte) la possano… completare fallendo anche l’ultimo obiettivo? Meglio allora parlare del gioco proposto dalla squadra di Serse Cosmi e soprattutto della vera arma in più che in questo momento il Perugia sta utilizzando. Parliamo senza timore di smentite della grandissima condizione atletica di una squadra che ha trovato nei preparatori atletici attuali dei grandi professionisti. Quando Capello ha detto un paio di settimane fa che il Perugia è la squadra in Europa che corre di più non è stato un caso. E la partita contro il Torino, assolutamente senza storia, lo ha confermato. Proprio sulla base di questo i grifoni possono affrontare la difficile trasferta di Piacenza con tutti i migliori presupposti. Certo, la squadra emiliana sta attraversando un buon periodo e “mastro” Novellino rappresenta un pericolo in più con i suoi dettami tattici e la sua voglia di ben figurare contro il “suo” Perugia. Ma il ritrovato Vryzas e tutti gli altri in questo momento non hanno paura di nessuno. E per provare ad inseguire il sogno….

AUTORE: Francesco Bircolotti