I seminaristi raccontano la storia della loro vocazione alla gente

Una volta al mese il Seminario regionale si trasferisce in una diocesi. La prima è Foligno

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La diocesi di Foligno ha ospitato, lo scorso fine settimana, i seminaristi del seminario regionale che, una volta al mese, saranno nelle varie diocesi dell’Umbria per portare la loro testimonianza della vocazione al sacerdozio. La giornata di sabato è iniziata a Sant’Eraclio di Foligno, presso il monastero agostiniano “Santa Maria di Betlem” con il ritiro mensile predicato da mons. Oscar Battaglia che, mese dopo mese, guida i seminaristi alla lectio e alla meditazione del Vangelo di Luca. La mattina della domenica i seminaristi, divisi in dieci piccoli gruppi, si sono sparpagliati in alcune parrocchie di Foligno; lì, accolti dai parroci, ogni seminarista ha potuto partecipare alla vita domenicale della parrocchia, aiutando nel servizio liturgico e presentando alla comunità la propria esperienza raccontando la particolare chiamata del Signore. Martedì scorso tutta la comunità del seminario umbro ha animato la veglia dei giovani in occasione della solennità del martire San Feliciano, patrono della diocesi folignate. La vita come dono e missione è stato il tema dell’incontro presieduto dal vescovo, mons. Arduino Bertoldo nella cattedrale di Foligno. La veglia di preghiera è stata una liturgia della Parola, durante la quale si sono susseguite la meditazione del rettore del seminario regionale, mons. Piergiorgio Brodoloni e le testimonianze di due seminaristi. “Il motivo per cui siamo qui – ha detto mons. Brodoloni durante il suo intervento – è quello che siamo contenti di essere cristiani, di essere popolo del Signore, di essere nella sua Chiesa”. Ripercorrendo la storia del III secolo, il tempo del martirio di san Feliciano, il rettore ha ricordato come grazie all’evangelizzazione e alla testimonianza di Feliciano, il popolo divenne popolo di Dio, ed ha concluso invitando a ringraziare il Signore per san Feliciano “perché ha convertito i nostri avi; ma – si è chiesto – chi è chiamato ad annunciare Cristo agli uomini e alle donne del nostro tempo?” Due seminaristi, Pietro e Davide, hanno offerto ai giovani presenti in duomo la loro testimonianza raccontando come il Signore li ha invitati a seguirLo con una speciale consacrazione che si realizzerà nel tempo, dopo un adeguato periodo di formazione sotto la guida ed il discernimento della Chiesa. Pietro ha inteso una proposta del Signore: diventare un suo tramite, un suo strumento per arrivare agli uomini. “Dopo essermi “buttato”, non senza titubanze, ho scoperto in Seminario che la conformazione a Cristo avviene piano piano, nel tempo; per fare questo dobbiamo imparare a portare nel cuore le persone che ci gravano sulle spalle. Ognuno può farlo, allora scoprirà la felicità”. Davide ha ricordato che lungo tutta la sua vita è stato sempre cercato da Dio che si è mosso per primo. Non sono pochi i doni che Dio fa a ciascuno: da quello della vita (non scontato) alle esperienze ecclesiali e di servizio, fino al fidanzamento con una ragazza. “Tutto questo non mi bastava; avevo l’esigenza di fare una scelta definitiva per il Signore. L’ho fatta scegliendo la castità e scoprendo, leggendo il Vangelo, che la vita può avere un senso solo se la ridono a Dio dal quale l’ho ricevuta. Vi invito – ha concluso Davide – a non perdere tempo, ad investire sul Signore seguendo la strada che Lui indica a ciascuno (qualunque essa sia) senza perdersi in false verità”.Concludendo la veglia di preghiera mons. Arduino Bertoldo ha ricordato le vicissitudini storiche che portarono al martirio il vescovo Feliciano, catturato dall’imperatore Decio, morto 1750 anni fa nei pressi di Forum Flamini e sepolto dove ora sorge la cattedrale a lui dedicata. Il Vescovo ha sottolineato che ricordare il patrono della diocesi non è una mera commemorazione, ma rappresenta per ognuno la scoperta continua delle radici della fede in Gesù Cristo.

AUTORE: F.M.