Il “Clan” aiuta la Caritas

Esperienza in Kosovo per un gruppo di scout spoletini e un gruppo di giovani della parrocchia di Bevagna

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In Kosovo per vivere un’esperienza nel Campo missione Caritas Umbria a Radulac: è quanto sta vivendo in questi giorni un gruppo di scout di Spoleto e quanto vivranno alcuni ragazzi della parrocchia di Bevagna. La struttura della Caritas Umbria, aperta dall’Anno santo del 2000, accoglie bambini e ragazzi che provengono da difficili situazioni familiari, martoriati dalla guerra. Nella casa famiglia di Radulac le persone vengono educate all’ascolto e al confronto, ma soprattutto ricevono affetto e amore, sentimenti perduti a causa dell’atroce ingiusta guerra che ha seminati povertà, violenza e soprattutto tantissimi bambini orfani. La casa è gestita da una coppia di sposi umbri che hanno scelto di servire la Chiesa in Kosovo; ma le attività di pulizia, educazione, animazione, costruzione, assistenza e rifornimento di medicinali, non solo per i bambini della casa, non sarebbe possibile senza una fitta rete di persone kosovare e italiane che dedicano il loro tempo a questa realtà; persone a cui non piace definirsi volontari, consapevoli del fatto che da una simile esperienza essi ricevono molto di più di quello che danno. Sono in tutto nove gli scout di Spoleto partiti la scorsa settimana e che rimarranno in Kosovo fino al 5 agosto. Nello scautismo i ragazzi svolgono le loro attività basandosi sui concetti di comunità, strada e servizio. A Spoleto il Clan – così si chiama il gruppo che riunisce i ragazzi dai 17 ai 20 anni – nell’anno passato ha proposto un cammino di servizio nelle realtà di vicinanza all’uomo del territorio: dalla mensa Caritas alle attività della cooperativa “Il Cerchio”, dal dedicare tempo a persone bisognose alla partecipazione ad iniziative del Comune e alla sensibilizzazione dei cittadini riguardo alla problematica della zanzara–tigre. Come spiega Giuliano Coccetta, responsabile scout di Spoleto, è la prima volta che i ragazzi si recano in Kosovo, anche se in passato hanno vissuto esperienze missionarie in Romania e Brasile, sempre in strutture collegate con la Caritas. Gli scout sono partiti per il Kosovo consapevoli di non cambiare il mondo, ma sicuri di trarne una grande ricchezza per loro stessi. È sempre composto da nove ragazzi (sette di Bevagna, uno di Castel Ritaldi e uno di Spoleto) il gruppo che, guidato dal parroco di Bevagna don Marco Rufini, si recherà nella stessa casa famiglia in Kosovo dal 1° all’11 agosto prossimi. “L’idea – spiega lo stesso don Marco – è nata quest’inverno dopo un incontro in parrocchia con delle testimonianze sulle missioni della Caritas Umbria in Kosovo. Tutta l’operazione è stata poi concordata e realizzata in stretta collaborazione con la Caritas diocesana. Mobilitata anche l’intera comunità del territorio bevanate, frazioni comprese. Durante il periodo invernale, infatti, sono state organizzate diverse attività per raccogliere fondi e oggetti di prima necessità che i ragazzi porteranno in Kosovo per le necessità della casa famiglia e delle persone che vi abitano”.

AUTORE: Sara Scarabottini