Il “complesso” interparrocchiale di Prepo

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campo sportivo di Ponte della pietraDopo tante polemiche sta veramente per chiudersi la questione della nuova chiesa con relativo complesso parrocchiale nell’Unità pastorale di Ponte della Pietra – Prepo – San Faustino? I parroci sperano che sia così, che il Comune di Perugia metta la parola fine su una questione che si trascina da più di trent’anni, dando alle parrocchie la possibilità di mettere la parola “inizio” sulla costruzione del complesso interparrocchiale reso ancora più necessario dalla scelta della diocesi di unire le parrocchie in Unità pastorali.

I TEMPI

I parroci e la stessa Curia sollecitano una risposta non solo positiva ma anche rapida perché se entro febbraio non verrà approvata la variante al piano regolatore che consente la costruzione del complesso interparrocchiale sul terreno di proprietà della parrocchia, attualmente destinato a campo di calcio, le parrocchie perderanno il finanziamento di 4.605.100 euro che la Cei ha destinato allo scopo già nel 2010.

La pratica è ora in mano ai tecnici del Comune che devono dare il loro parere sulle osservazioni contrarie alla variante, quindi passerà alla Commissione urbanistica che dovrà esprimere un parere e infine in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

I PROTAGONISTI

In una storia lunga trent’anni nomi e cognomi dei protagonisti sono cambiati, ma non è cambiato, per così dire, lo schema.

La comunità parrocchiale

Da un lato c’è la Chiesa (prima una, oggi tre parrocchie). La storia inizia nel 1982 quando il Comune di Perugia espropria 30mila mq di terreno della parrocchia per destinarlo a zona di edilizia popolare, con l’accordo bonario che lì si sarebbe costruita la nuova Chiesa. La zona PEEP procede ma sulla Chiesa silenzio, nonostante solleciti dei parroci.

I politici

Nel 1997 esponenti dei partiti di sinistra si oppongono al progetto della nuova chiesa perché “non rispettoso della pluralità religiosa”. Tra i nomi emergeva Pampanelli, padre di Emiliano Pampanelli che sotto la sigla di Rifondazione Comunista oggi si oppone al progetto annunciando anche il ricorso al Tar contro una eventuale decisione favorevole del Comune.

I costruttori

Nel 1999 nel nuovo Piano regolatore il Comune definisce la zona Ac.fi. n°4 all’interno della quale individua l’area su cui costruire la chiesa. L’area è di proprietà di un privato, la società S.IM.P. di Giombini e Fioroni. Nel 2007 il Comune mette in contatto le parti che però non trovano l’accordo né per l’acquisto dei circa 5.600mq su cui dovrebbe sorgere il complesso parrocchiale (850mila euro sono troppi per le possibilità delle parrocchie), né per un accordo in cui a fronte della cessione gratuita del terreno è chiesto alle parrocchie di far lavorare imprese indicate da S.IM.P. La trattativa complessa e lunga è definitivamente interrotta pochi mesi fa dalla Curia e dalle parrocchie che riscontrano limiti e difficoltà, anche burocratiche, che non consentono di procedere oltre.

La società sportiva

Nel giugno del 2013 i parroci presentano richiesta di variante al piano regolatore per costruire chiesa e annessi per le attività pastorali ed educative (tra cui anche un campo di calcio a cinque) sull’unica area di proprietà delle parrocchie: lo storico campo sportivo di Ponte della Pietra. La notizia non piace all’Associazione sportiva dilettantistica “Ponte della Pietra” che nel luglio 2013 riceve la disdetta del contratto di comodato d’uso gratuito che da 15 anni regola il rapporto tra le parrocchie e la società sportiva “erede” della associazione sportiva “Ponte della Pietra” fondata dall’allora parroco don Egisto Macellari nel 1967, un anno dopo aver inaugurato il campo di calcio.

Nella lunga storia del campo c’è anche il decennio della gestione dell’AC Perugia (negli anni ’70 quando le partite si giocavano al Santa Giuliana) che rende il campo regolamentare e realizza gli spogliatoi.

Il Comitato di cittadini

In difesa del campo di calcio, contro il progetto del complesso parrocchiale scende in campo un Comitato di cittadini di cui si fa portavoce Daniele Sciurpa che convoca una conferenza stampa con Pampanelli per annunciare tutta l’opposizione possibile. Difficile sapere chi fa parte del Comitato. Si sa, invece, che Sciurpa ha creato il gruppo Facebook “Il campo di calcio non si tocca” nel quale, dopo aver tolto “l’amicizia” a chi pubblicava post a difesa delle scelte delle parrocchie, ha postato anche vecchie notizie di cronaca su vicende che nulla hanno a che fare con la questione (per esempio la storia di don Ciacca).

Il Comitato di parrocchiani

I parrocchiani hanno raccolto centinaia di firme (corredate da documento) a sostegno delle scelte fatte dai parroci e si sono mobilitati per far conoscere agli abitanti della zona le ragioni della scelta e il progetto del complesso interparrocchiale accusato, sempre secondo Rifondazione comunista, di “cementificare” la zona.

Questi gli “attori” di una vicenda, senz’altro complessa, in cui in gioco non è l’interesse di un privato ma un servizio per una comunità.

AUTORE: Maria Rita Valli