Il Comune “rimette a nuovo” alcune vie del centro storico

Lavori "previsti da tempo". Nell'ultimo anno sono state interessate 35 strade

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Una delle vie più caratteristiche di Perugia è tornata a splendere, dopo 13 mesi e grazie ad una spesa di 168 milioni di materiale, per un lavoro che ha riguardato la pavimentazione in mattoncini e travertino delle scale, il cablaggio delle fibre, la sistemazione della rete fognaria, idrica e del gas, nell’originaria e rigogliosa bellezza. Le scalette di Via della Luna, con quella particolare prospettiva che si apre verso l’alto, sono, adesso, pienamente godibili e restituite alla città e ai residenti (pochi per la verità, sono molti di più gli studenti). Dopo anni di lamentele e di abbandono la macchina comunale si è messa in moto e ha deciso di fermare il degrado, non solo in via della Luna. Terminati i lavori in via Imbriani, in via Marzia (dove durarono di più a causa della rottura della fogna che scolava all’interno della chiesa di Sant’Ercolano) e in Via Bartolo (anche qui l’asfaltatura del vecchio selciato ha fatto storcere più di un naso), proseguono i lavori per riportare all’antica bellezza Via Appia (o dell’acquedotto), ferita anche nell’arco a mandorla dal sisma del ’97, ma sono partiti anche i lavori di ripavimentazione e rifacimento delle strutture fognarie della strada più cara ai perugini, Via dei Priori. Anche Via Fiorenzuola, al di sotto di Corso Cavour, in vista dell’inaugurazione, il 10 giugno prossimo, delle attesissime scale mobili di Piazzale Bellucci, si è trasformata in un cantiere indaffaratissimo. Nell’ultimo anno e mezzo sono state 35 le strade del centro storico interessate da lavori alla pavimentazione e 25 le strade sulle quali ha fatto la propria apparizione la macchina tappabuchi (anche se il risultato, specie dopo il passaggio delle auto, lascia a desiderare, come in Corso Garibaldi, dove il catrame si polverizza velocemente). Tutto questo in risposta alle pressanti richieste della cittadinanza, stanca di cattivi odori o di cadute per colpa delle buche, anche se in Comune giurano che erano “interventi programmati da molto tempo”. “I lavori hanno messo in luce la professionalità di una delle strutture più qualificate del territorio: il cantiere” ha detto l’assessore Faina in occasione della fine dei lavori, sottolineando come l’utilizzo degli uomini del Comune di Perugia abbia consentito “un risparmio di 300 milioni, visto che se avessimo appaltato le opere non sarebbe bastato mezzo miliardo”. Un notevole risparmio, ottenuto attraverso l’utilizzo di una risorsa che, inspiegabilmente, Palazzo dei Priori ha sempre avuto a disposizione, ma che nel tempo ha utilizzato pochissimo, facendo scendere da 140 a poche decine il numero di addetti, alcuni dei quali lavoratori socialmente utili (chi non ricorda, appena un anno fa l’occupazione della Sala del Consiglio da parte di quest’ultimi?). Un intervento che è anche la dimostrazione di un bisogno primario della città e che va al di là di grandi progetti che, a parte l’aspetto avveniristico, ben poco servono alla cittadinanza: quello dell’ordinaria manutenzione. Ben vengano i minimetrò, gli arconi della rupe ed il palazzo di Via Pellini, per non parlare della (ipotizzata) funivia da Ponte Rio al centro, ma perché non pensare prima alla cronica carenza di posti auto per residenti e non; ai soldi buttati per le bici elettriche e che, da due anni a questa parte, solo i Pooh hanno usato in occasione del loro ultimo concerto; al percorso ad ostacoli e buche che è la strada del cimitero di Monteluce? Perché non dare inizio ai tanti lavori che stentano a partire, come il ripristino di un muro di contenimento in Viale Roma; iniziato il mese scorso, a tre anni dal crollo. Sostituire le lampadine fulminate dei lampioni o ripulire i parchi e le vie cittadine dagli escrementi degli animali, a volte, può essere segno di attenzione e buona amministrazione, più che faraonici progetti di mobilità alternativa.

AUTORE: Umberto Maiorca