Il diritto dovere di comunicare

Diocesi. È stato posticipato alla festa di san Giovanni Bosco l'incontro del Vescovo con i giornalisti; presente mons. Bottaccioli

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Compito e ruolo della comunicazione, diritto-dovere della Chiesa di orientare il ‘suo popolo’ soprattutto in un periodo delicato come l’attuale, importanza di ‘comunicare’ ai giovani i valori veri per aiutarli a camminare lungo il sentiero della vita: questi i contenuti dell’incontro tra il Vescovo e gli operatori dell’informazione. ‘Tutto quello che è vero e giusto sia oggetto dei vostri pensieri’: questa la raccomandazione con la quale mons. Mario Ceccobelli si è rivolto a quanti sono impegnati presso testate giornalistiche e radiotelevisive in occasione della festa di san Francesco di Sales celebrata, insieme all’emerito mons. Pietro Bottaccioli, nella cappella privata della residenza vescovile. Ha avuto luogo con qualche giorno di ritardo rispetto alla data consueta, ma è coincisa con la ricorrenza di san Giovanni Bosco, santo della dolcezza, un seguace di san Francesco di Sales. Il presule ha utilizzato la circostanza per alcune sottolineature di grande significato. Richiamando ed evidenziando l’importanza della comunicazione, ha rivendicato anche per la Chiesa il diritto dovere di ‘parlare’. ‘Molti vorrebbero che non parlasse ‘ ha sottolineato mons. Ceccobelli ‘ ma dimenticano che vive in questa società ed ha pertanto il compito di difendere e tutelare il proprio popolo’ del quale conosce ‘meglio di qualsiasi altro, attraverso i vescovi ed i parroci, aspettative, problemi e difficoltà’. Ha colto l’occasione per richiamarne le insidie portate alla famiglia costituita e regolata secondo l’insegnamento religioso, codificato e riconosciuto dalla Costituzione, attraverso la legislazione che si intende introdurre per dare contenuti giuridici ai cosiddetti ‘Pacs’, alternativi alla famiglia stessa. ‘Salvare e salvaguardare la famiglia portatrice di valori cristiani e tradizionali ‘ ha detto Ceccobelli ‘ è fondamentale; se cade ne avrà un grande disagio tutta la società’. Pende su di lei ‘una zeppa destinata ad eliminare un istituto fondamentale’. Quindi ha concluso chiamando in causa ‘l’amarezza provocata da una opposizione preconcetta’ e ricordando l’importanza di una sana educazione soprattutto nei confronti dei giovani, unica strada da percorrere per garantire convivenza e rispetto. Mons. Bottaccioli ha raccomandato ai presenti di ‘caratterizzare il nostro lavoro (l’Emerito è pubblicista dal 1959, con una intensa attività giornalistica, n.d.c.) con chiarezza, lealtà, serenità, cercando di cogliere la realtà e senza crearsi mulini a vento contro i quali combattere’, ma operando stando ‘sempre attenti nel mantenere la misura ed il rispetto’. Ha convenuto che si ‘tratta di un servizio essenziale per la nostra città, che tende un po’ alla rissa’; ha messo in guardia dai pericoli insiti in un clima che non facilita un lavoro così delicato ed importante, con una sottolineature: ‘È un clima non proprio nuovo, perché già nell’Ottocento, stando ai documenti, la situazione non era migliore dell’attuale’. Quindi una conclusione che ha il sapore della raccomandazione e della fiducia: ‘In un territorio che ha come patrono Ubaldo, santo della pace e della conciliazione, l’informazione e quanti vi operano debbono agire per portare alla comunione e non alla divisione’. Dopo la cerimonia religiosa gli operatori dell’informazione si sono intrattenuti a colloquio con mons. Ceccobelli e mons. Bottaccioli trascorrendo insieme, in allegria e serenità, un momento di fraternità.

AUTORE: Giampiero Bedini