Il saldo fondamento per tutto è la Parola

Sinodo dei vescovi: dopo la presentazione delle relazioni dei Circoli minori, è pronta la bozza del messaggio finale

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Con la presentazione delle relazioni dei Circoli minori, e la discussione sulla prima bozza del messaggio finale, si è conclusa la seconda settimana di lavori della XII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, sul tema ‘Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa’ (Vaticano, 5-26 ottobre). Il tutto ‘ avvenuto durante la diciottesima e diciannovesima congregazione generale (rispettivamente 17 e 18 ottobre) ‘ ha avuto il suo culmine, il 18 ottobre, nella visita del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I (il testo integrale si trova su Avvenire del 19 ottobre e sull’Osservatore romano del 20-21; un nostro commento nel sito web de La Voce www.lavoce.it, oppure nell’agenzia Sir). Proponiamo in maniera sintetica le riflessioni e le proposte giunte dai Circoli minori e dal dibattito sulla bozza del messaggio finale. Circoli minori. ‘Una salda formazione permanente alla Parola di Dio di tutti gli operatori della missione’. Questa la richiesta che accomuna quasi tutte le relazioni dei Circoli minori. Le relazioni presentate all’assemblea sono l’espressione più evidente ed elaborata del pensiero dei Padri sinodali e contengono in embrione gli elementi per il consenso generale del Sinodo stesso. Tutte le relazioni considerate nel loro insieme rappresentano in qualche modo la prima sintesi del lavoro sinodale. Oltre a ‘indicazioni sulla necessità’ o meno di ‘pensare all’istituzione di un direttorio per le omelie’; sul ‘rinnovato impegno’ nella ‘traduzione e diffusione della Bibbia’; temi ricorrenti nelle relazioni sono la riflessione sul Lezionario e sull’importanza della lettura durante la messa. Il gruppo inglese ha ribadito l’importanza dell’uso delle nuove tecnologie, in particolare internet e lettore mp3, per una più mirata diffusione della Parola. Mons. Rino Fisichella, per il gruppo di lingua italiana, ha sottolineato la necessità di riservare un posto d’onore alla Parola, anche attraverso segni visibili della liturgia, come la benedizione del lettore durante la messa, come nella liturgia ambrosiana. Mons. Vincenzo Paglia, per l’altro gruppo di lingua italiana, ha ricordato che ‘la Parola di Dio porta come frutto dello Spirito la carità, che si esprime nella Chiesa e oggi in modo particolare nel dialogo ecumenico e tra le religioni’. Il tema del dialogo, in particolare con gli ebrei e con i musulmani, è un altro leitmotiv delle relazioni. Per un effettivo dialogo con l’ebraismo, mons. Friedhelm Hofmann, per il gruppo di lingua tedesca, ha proposto la figura di Edith Stein che, ‘grazie alla sua peculiare esperienza di vita, può rappresentare un ponte nel dialogo cristiano-ebraico’. Per quanto riguarda il confronto con i musulmani, il card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, ha annunciato ai padri sinodali che ‘L’amore di Dio nell’amore del prossimo’ sarà il tema della riunione con i delegati dei 138 firmatari della Lettera aperta titolata Una parola comune tra noi e voi (Vaticano, 4-5 novembre). Messaggio finale. Le proposte avanzate durante i lavori in aula e quelle formulate dai Circoli minori sono state recepite dal messaggio finale, di cui mons. Gianfranco Ravasi, presidente della Commissione incaricata di redigerlo, ha presentato il 18 ottobre una prima bozza provvisoria. Il messaggio si articola in quattro ‘simboli’, così come Ravasi ha voluto chiamare i capitoli principali: ‘La voce della Parola: la rivelazione’; ‘Il volto della Parola: Gesù Cristo’; ‘La casa della Parola: la Chiesa’; ‘Le strade della Parola: la missione’. In ognuno di essi sono ribaditi i pilastri di quella Parola che vince il nulla e crea l’essere, che si mette in dialogo con il mondo non solo attraverso la carta ma, come del resto è stato più volte ribadito durante i lavori, anche attraverso quella nuova grammatica espressiva di cui si serve la moderna comunicazione.