Il servizio pastorale del Tribunale

Inaugurato l’Anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico regionale umbro. Occasione per un bilancio di una attività a servizio della pastorale e della famiglia

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matrimonio-tribunaleL’inaugurazione dell’Anno giudiziario è sempre occasione per fare il bilancio dell’attività del tribunale e per mettere in evidenza tendenze e temi importanti. E questo vale anche per quella particolare sede di giudizio che è il Tribunale ecclesiastico regionale umbro (Teru) al quale viene richiesto di pronunciarsi sulla eventuale nullità del matrimonio celebrato con rito canonico o concordatario.

“Questo appuntamento annuale ha lo scopo di mettere in evidenza il carattere pastorale del Tribunale”, ha detto il Vicario giudiziale del Teru, padre Krzysztof Pawlik ofm cap. citando Papa Francesco il quale alla inaugurazione dell’Anno della Rota romana ha ricordato ai “giudici e operatori del Tribunale” che il loro “è un servizio peculiare a Dio Amore, che è vicino ad ogni persona. Siete essenzialmente pastori. Mentre svolgete il lavoro giudiziario, non dimenticate che siete pastori!”.

La stessa presenza dei vescovi umbri alla cerimonia “esprime l’attenzione al ruolo che il Tribunale ecclesiastico regionale umbro svolge nell’ambito della pastorale matrimoniale e familiare per tutte le diocesi della Regione”, ha aggiunto padre Pawlik sottolineando l’importanza di “comprendere meglio le prospettive basilari dell’istituto del matrimonio, spesso distorte e manipolate dalla cultura moderna”. “Basterebbe citare l’ideologia del ‘gender’, – ha aggiunto – una vera utopia dell’uguaglianza che, in poche parole, nega che l’umanità sia divisa tra maschi e femmine”.

Il Vicario giudiziale ha presentato i dati dell’attività svolta nel 2013 “allo scopo di offrire ai responsabili pastorali e a tutti coloro che hanno a cuore la famiglia, motivi di riflessione in ordine agli orientamenti concreti da assumere”, e non senza avere prima ricordato che “che dietro i numeri vi sono le persone, situazioni dolorose, sofferenze, dietro ogni pratica, ogni posizione, ogni causa, ci sono persone che attendono giustizia”.

Il tribunale nel 2013 ha trattato 207 cause delle quali 113 sono giunte a sentenza e in 88 casi è stata riconosciuta la nullità.

Confermata la tendenza che da molti anni, oramai, vede un alto numero di pronunciamenti per “incapacità ex can 1095, nn. 2e3” (94, l’83,2% di tutti i pronunciamenti).

“Il fatto che prevalgono le cause per incapacità non deve meravigliarci, – ha detto il Vicario – in quanto sappiamo bene che la maturità umana è un processo continuo, complesso e spesso si giunge alla maturazione in seguito alle “crisi” che costringono l’uomo ad una evoluzione. Tale crisi, purtroppo, spesso coincide con la crisi matrimoniale e, solo allora, l’interessato comincia a crescere e comprendere i veri contenuti e oneri della vita coniugale. Con tale consapevolezza giunge alla coscienza di trovarsi in una situazione da lui non voluta (il matrimonio) e con il processo di crescita umana e della fede, desidera uscirne fuori, per ‘rifarsi’ una vita, questa volta seriamente”.

Tra i dati presentati nella relazione di padre Pawlik anche quelli relativi alla durata del processo di prima istanza che si conferma essere inferiore ai due anni nella quasi totalità delle cause.

Di rilievo anche l’attività dei Patroni stabili che nel 2013 hanno effettuato 508 consulenze ed esaminato 157 casi. Una attività a servizio, gratuito, del coniuge che abbia dubbi sulla validità del proprio matrimonio. Inoltre, la valutazione preventiva dei patroni stabili spiega anche l’alto numero di cause che, una volta introdotte, giungono ad una sentenza positiva.

“Il Patrono stabile è la figura di un avvocato specializzato nelle cause di nullità matrimoniale che lavora per il Tribunale ecclesiastico (e dal medesimo riceve una remunerazione) e ha come principale compito quello di offrire gratuitamente consulenza a chi desidera sapere se, nel suo caso, sia possibile o meno una causa di nullità” ha spiegato padre Pawlik. L’accessibilità al giudizio del Teru è garantita a tutti e non solo agli abbienti, ha detto padre Pawlik ricordando che nel 2013 “diverse persone hanno chiesto la riduzione o l’esonero totale dal contributo obbligatorio per le spese processuali” che “è di 525 euro per la Parte attrice e di 265,50 euro per la Parte convenuta qualora si costituisca in giudizio, poiché altrimenti la Parte convenuta non ha alcuna spesa”.

L’inaugurazione

È stato inaugurato giovedì 26 marzo l’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico regionale dell’Umbria (Teru) alla presenza dei vescovi umbri. Alla concelebrazione eucaristica nella cattedrale di Perugia è seguita la cerimonia aperta dal saluto del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, presidente della Ceu e moderatore del Tribunale ecclesiastico regionale umbro. La prolusione è stata tenuta dal card. Velasio De Paolis, prefetto degli Affari economici della Santa Sede mentre il Vicario giudiziale del Tribunale padre Cristoforo Pawlik ha tenuto la relazione sull’attività svolta nel corso del 2013.

AUTORE: Maria Rita Valli