Il turismo da valorizzare senza travolgere i luoghi del Parco

Amandola / Conferenza dei monti Sibillini: centomila arrivi l'anno

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Più di centomila arrivi all’anno e seicentomila presenze ufficiali, novemila al giorno nel solo mese di agosto, con un incremento costante, dal 1993, del 21%; duecento miliardi il valore economico stimato all’anno in relazione all’afflusso dei turisti attivi. Cifre significative che evidenziano una realtà turistica già consolidata e che lasciano ben sperare per il futuro sviluppo turistico del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il punto sull’attuale situazione socio-economica dell’area protetta e sulle future strategie di sviluppo connesse alla recente adozione, da parte del Parco, della Carta europea del Turismo sostenibile, è stato fatto in occasione della “Prima Conferenza sul Turismo del Parco nazionale dei Monti Sibillini”, tenutasi ad Amandola lo scorso 16 marzo. “Il turismo del Parco – ha detto in apertura dei lavori il presidente, prof. Carlo Alberto Graziani – è un “turismo di valori” che non deve travolgere e trascurare i luoghi, né deve puntare ad un consumo selvaggio delle risorse, ma alla fruizione di tutti i valori del territorio in direzione di concrete prospettive economiche. Alla sfiducia di chi pensa che la strada per arrivare allo sviluppo sia troppo difficile – ha aggiunto rivolgendosi a tutti gli operatori turistici presenti all’incontro – si contrappongono dei punti forza da non trascurare: tra questi i giovani e la cooperazione fra le istituzioni”. Conferma dell’importanza della sinergia tra enti per lo sviluppo turistico di un’area a rilevanza ambientale è stata data anche da Josè Maria Pratz, responsabile del parco catalano della Garroxta, parco pilota nell’attuazione della carta europea del turismo sostenibile. La Garroxta, la sola zona vulcanica ben conservata di tutta la penisola iberica, con i suoi soli dodicimila ettari e trentatremila abitanti, è visitato da oltre sessantamila studenti all’anno e vanta un forte sviluppo turistico; fattore decisivo l’applicazione della Carta. “Questo riferimento comunitario – ha detto Maria Pratz – contribuisce a dare una maggiore credibilità nei confronti degli enti finanziatori, costituisce un’attrattività per i visitatori europei ed uno strumento per rendere più coeso il territorio. Ci obbliga a lavorare in comune ed implica una forte collaborazione in rete con altri territori”. Ma le strategie di sviluppo non possono prescindere da una precisa pianificazione turistica. In tal senso sono state preziose le osservazioni e le aspettative espresse in merito dagli operatori turistici presenti alla conferenza, di cui terranno certamente conto Acta e The Tourism Company, le due organizzazioni che attualmente stanno collaborando con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini per l’applicazione della Carta. Affinché il turismo diventi il motore dell’economia del Parco saranno necessarie, a loro avviso, una serie di interventi mirati come: la formazione professionale degli stessi operatori, anche attraverso la possibilità di viaggiare e confrontarsi; la diversificazione dell’offerta a seconda dei vari target; la promozione degli esistenti servizi qualificati, spesso non ben pubblicizzati; l’attivazione di un ufficio di coordinamento dei vari albergatori, anche per meglio far conoscere le opportunità di finanziamento e incentivi offerti a livello regionale, nazionale ed europeo; l’adeguamento delle strutture ricettive all’interno del parco a criteri ecologici, come ad es. la raccolta differenziata dei rifiuti; la predisposizione della sentieristica, magari in collaborazione con le Comunità Montane, e di piste ciclabili; il miglioramento della viabilità e dei trasporti; .. E’ chiaro, queste sono state solo delle proposte ma gli operatori hanno dichiarato la massima disponibilità a collaborare con il Parco per accelerare la loro attuazione. “Sulla base dell’esperienza catalana – è stato detto durante la tavola rotonda – il Parco dei Sibillini presenta tutti i presupposti per raggiungere gli stessi risultati. L’importante è considerare il Parco come un punto di riferimento unico e non indebolire e disperdere le risorse rivolgendosi a più soggetti. La rete delle Case del Parco dovrebbe pertanto essere rafforzata perché il suo valore non è tanto quello di essere un elemento strutturale del parco ma, molto di più, un elemento strutturale del territorio”.

AUTORE: Antonella Franceschini