In 30.000 per santa Rita

“Impressionante” edizione della festa della Santa degli impossibili. Le parole del card. Paolo Sardi

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Impressionante. Questo l’aggettivo migliore per raccontare la festa di santa Rita a Cascia, celebrata il 22 maggio scorso. La cittadina umbra è stata invasa da migliaia e migliaia di pellegrini. Fonti ufficiose parlano di 30.000 presenze, per un totale di oltre 500 autobus. La gente si è messa in cammino per venerare una donna, una moglie, una mamma, una vedova, una monaca, una santa. A lei un popolo umile ha chiesto la conversione del cuore. Fin dalle prime ore dell’alba i pellegrini hanno iniziato una lunga processione per poter pregare dinanzi all’urna della Santa, per ringraziare quella donna forte e saggia, quella donna virtuosa che adorna la casa del Signore. In silenzio, con una rosa in mano, ascoltando le meditazioni del rettore della basilica, l’agostiniano padre Mario De Santis, i fedeli lentamente si avvicinavano al corpo della Santa, e da lì poi si dirigevano nel monastero per visitare i luoghi dove visse gli ultimi anni. C’era chi aveva già le valigie in mano per tornare a casa, ma non senza aver salutato per l’ultima volta santa Rita. Chi, invece, era ansioso di farsi fotografare o riprendere dinanzi all’urna. Tantissime storie cariche di gioie e dolori, di speranze e ricordi sono state consegnate al Signore per l’intercessione della Santa. I carabinieri, che gestivano insieme alla Protezione civile e al personale del santuario il flusso delle persone, hanno riferito che c’erano sei chilometri di fila sulla strada che da Serravalle di Norcia conduce a Cascia (in totale è lunga 10 km). I frati hanno sistemato sul sagrato della basilica l’altare e tutto l’occorrente per la celebrazione eucaristica. Alle 10 è arrivata la processione proveniente da Roccaporena, seguita dal corteo storico che ha riproposto le scene salienti della vita di Rita. Alle 10.45 è giunto sul sagrato della basilica il card. Paolo Sardi, “patrono” del Sovrano militare ordine di Malta, accompagnato dall’arcivescovo Boccardo. Il porporato ha percorso a piedi il viale per raggiungere la sagrestia, sistemata per l’occasione nei pressi del convento dei padri Agostiniani. Il tragitto è stato scandito da applausi, da gente che voleva stringergli le mani, che voleva una benedizione. Il Cardinale ha salutato quante più persone possibili. Alle 11 in punto è uscita la processione dei celebranti ed è iniziata così la messa in onore di santa Rita, animata dalla corale di Vito Martire di S. Vito dei Normanni, città della diocesi di Brindisi-Ostuni gemellata quest’anno con Cascia. Il Cardinale all’inizio della celebrazione ha detto di essere a Cascia, luogo benedetto, per la prima volta nella sua vita. Ai presenti ha portato il saluto di Papa Benedetto XVI: “Proprio ieri sera (21 maggio, ndr), quando gli ho detto che sarei venuto a celebrare la messa per la festa liturgica di santa Rita, il Papa mi ha chiesto di pregare per lui dinanzi alle spoglie mortali della Santa dei casi impossibili”. Nell’omelia Sardi ha invitato i fedeli presenti, e quelli che erano collegati tramite le frequenze di Umbria Radio, a pregare santa Rita, ma soprattutto li ha esortati ad imitarla. “Da lei – ha affermato – impariamo la capacità di tacere, di sopportare, di reagire con dolcezza, di obbedire. È la Santa della riconciliazione, che altro non ha fatto che mettere in pratica il Vangelo”. Al termine della messa il Cardinale ha benedetto le rose e ha recitato la supplica: “Santa Rita, prega per noi, prenditi cura di noi, ottieni per noi la benedizione del Signore”. Quando i celebranti hanno lasciato il sagrato della basilica, con ordine la gente – quella che non è riuscita a farlo al mattino – si è messa nuovamente in fila per entrare nella basilica e pregare dinanzi al corpo della Santa così famosa e così venerata. Eppure non è mai uscita da quel fazzoletto di terra compreso tra Roccaporena e Cascia, tranne che 1450, quando andò a Roma per il Giubileo. Impressionante.

AUTORE: Francesco Carlini