In Umbria le figlie di Chiara d’Assisi e quelle di Chiara di Montefalco

Vita religiosa. Il 21 di novembre si celebra la Giornata delle claustrali

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Il 21 novembre, festa liturgica della presentazione al tempio della beata Vergine Maria, si celebra la Giornata pro orantibus. Questo appuntamento spirituale, nato nel 1953, fu fissato definitivamente al 21 novembre da Giovanni XXIII nel 1959. In questa Giornata, in tutte le chiese del mondo si pregherà per e con le claustrali. Una sorta di ‘contraccambio’ per le contemplative, che tutti i giorni, 24 ore su 24, pregano a favore della Chiesa e del mondo. Secondo recenti statistiche, le contemplative nel mondo sono circa 51 mila, divise in più di 3.600 monasteri. In Italia le claustrali sono oltre 7.600. Quando si pensa alla clausura femminile, qui in Umbria, vengono in mente soprattutto i tanti e stupendi monasteri che impreziosiscono di storia e spiritualità i nostri centri storici. E ci immaginiamo in particolare le claustrali ‘figlie’ di santa Chiara di Assisi. La scelta della vita contemplativa, invece, è presente nelle aree più diverse del nostro territorio e scaturisce da molti altri carismi religiosi. Il primo elemento lo toccano con mano i fedeli che conoscono l’importanza di un’oasi di preghiera e di pace come il monastero della Santissima Annunziata di Terni. Nella costruzione moderna alle porte della città e circondata dal verde, il coro delle claustrali è proprio il cuore della minuscola chiesa del complesso monastico. ‘Siamo una piccola comunità, ma viva e attenta alla vita della Chiesa, ben inserita nella nostra realtà diocesana’, spiega la madre badessa Rosa Chiara. Quello che sorprende delle suore, al di là della grata che le separa dal mondo, è il sorriso sempre pronto a disegnarne i volti, rendendoli un riflesso evidente della loro fede. ‘Siamo un forte segno di contraddizione per il mondo di oggi ‘ aggiunge ancora madre Rosa Chiara ‘ noi così rinchiuse eppure nella gioia, nella letizia, nella felicità. Questo è quello che interroga di più le persone che ci avvicinano’. Ci spostiamo a Montefalco, dove un’altra Chiara ha lasciato una profonda traccia di fede. È santa Chiara della Croce, monaca agostiniana. Proprio nel 2008-09 la diocesi spoletina celebra il settimo centenario dalla sua morte. ‘È stata una donna innamorata di Cristo ‘ racconta madre Mariarosa ‘ che ha consacrato la sua vita al Signore nella preghiera. Però questa preghiera non le ha fatto dimenticare i bisogni concreti della gente che viveva intorno a lei e che bussava al monastero’. Ciò che sorprende, entrando nella chiesa seicentesca che guarda al centro di Montefalco, è lo spazio del coro dove le tredici monache si riuniscono in preghiera: non esistono più muri e grate. I loro Salmi cantati si diffondono liberamente verso l’assemblea dei fedeli. Non è la sola ‘apertura’ concessa alla clausura: nelle stanze dell’antico edificio vengono realizzati ‘ con moderni strumenti grafici e informatici ‘ anche i personaggi che da un quarto di secolo animano le catechesi e l’evangelizzazione agostiniana. ‘Continuare la vita di Chiara ‘ ci dice suor Gabriella ‘ oggi può sembrare un assurdo, una cosa senza senso. E invece oggi come non mai c’è bisogno di questo tipo di vita, che richiama l’uomo all’essenziale e alla sua profondità. Noi, se siamo qui, è per Dio e per l’uomo’.

AUTORE: Daniele Morini