La bufala

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Nella penultima abat jour, quella del 20 marzo, avevo scritto: “Quello che la Relatio ad Synodum del card. Kasper dice della famiglia è terrificante”. E avevo aggiunto, con la dovuta supponenza: “terrificante, per noi borghesucci. Ed esaltante, per i pochi cristiani che ancora esistono qua e là”. Scritto e spedito. Come dire “cotto e mangiato”, e l’imboccatura dell’esofago s’arroventa. Non posso dire che m’era scivolata la penna, perché uso il pc. Ma qualcosa del genere era successo. Tanto che nell’ultima abat jour (27 marzo), avevo formulato un atto di contrizione, rapido e vergognosetto: “Il finalino dell’ultima abat jour contiene… una bufala da tre quintali”. E così, in questo squillante numero pasquale del nostro foglio, mentre la Grande Notizia echeggia nei cieli e sulla terra, io mi ritrovo a dover rimediare i guasti di una bufala di 3 quintali 3. Definirci tutti, noi cristiani, come “borghesucci” è un bufala. Così come è ancora una bufala accennare, con brutta nonchalance, ai “pochi cristiani che esistono qua e là”. Questo modo piazzaiolo di parlare sotto Pasqua appare del tutto inadeguato a cogliere la realtà del cristianesimo nel mondo e la realtà del mondo vista alla luce del cristianesimo. “Borghesi”, non “borghesucci”. La borghesia è stata la protagonista di tutte le grandi conquiste del mondo moderno. La nostra Costituzione repubblicana è splendida perché i suoi estensori hanno messo da parte le punte estreme delle loro ideologie (i cattolici l’intransigentismo, i marxisti la lotta di classe, i laici l’esclusivismo del loro primato intellettuale) e da “buoni borghesi” hanno confezionato a mano un prodotto egregio, che, saltando a pie’ pari quelle punte ideologiche estreme, si ispira a quello che, diversamente interpretato, è comune a tutte: il ruolo centrale dell’uomo come persona. Ed è ancora questa ispirazione che oggi permette di abbandonare la mentalità borghese a un numero crescente di borghesi anagrafici. “I pochi cristiani che esistono qua e là”: bubbole. Il cristianesimo, nelle sue varie confessioni, non è stato mai forte come oggi; e in particolare questo vale per il cattolicesimo, che in poco tempo ha saputo riprendersi dalla “sporcizia” (parola di Benedetto XVI) che inquinava i suoi vertici con un formidabile colpo di reni di un atleta chiamato Bergoglio, che all’anagrafe denuncia 79 anni mentre in realtà ne ha 19. E il mondo non è stato mai naturaliter christianus quanto oggi, dopo che la Gaudium et spes al paragrafo (d) del n. 22 ci ha insegnato che il cristiano, associato al Mistero pasquale, come si assimila alla morte di Cristo, così anche andrà incontro alla risurrezione, ma nel successivo paragrafo (e) ha aggiunto: “E ciò non vale solamente per i cristiani, ma anche per tutti gli uomini di buona volontà, nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia di Dio”. È Pasqua. È Pasqua davvero.

AUTORE: Angelo M. Fanucci

1 COMMENT

  1. Ernesto Galli della Loggia, sul Corriere della Sera di oggi, 5 aprile, ha espresso una opinione sulla “identità” dei Cristiani, definendola “fragile”.
    I motivi, secondo lui:
    “Innanzi tutto non ce lo permette forse neppure la nostra Costituzione; sicuramente poi ce lo vieta l’Europa e ancor più sicuramente ce lo vieta il pensiero dominante.”
    C’è di che preoccuparci!

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