La forza della vita

GIORNATA PER LA VITA. Il successo, in profondità, della cultura della vita contro la cultura della morte

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Sono ormai tanti anni che la Chiesa italiana dedica una Giornata al tema della vita umana fragile e indifesa. Lo fa senza facili moralismi e con ragion veduta: invita a promuovere e difendere la vita umana, tenendo conto via via delle reali difficoltà, ma anche indicando le possibili soluzioni.

In questo senso la Chiesa non si è mai rassegnata all’idea che l’aborto sia una soluzione comprensibile e accettabile, una possibilità senza conseguenze negative per la vita sociale. Già su questo piano c’è da registrare una continua novità e originalità di pensiero, rispetto a coloro che da decenni propongono le stesse tesi a favore della soppressione della vita nel grembo della madre. Sotto questo aspetto la “cultura di morte” – come la definiva il beato Giovanni Paolo II – è chiusa e avviluppata in se stessa, mentre la riflessione a favore della vita offre insieme ragioni di sempre e speranze possibili.

Il motivo di questo successo sta nel fatto che la cultura della vita dà voce a quanto di più naturale è inscritto nel cuore di ciascuno: ad esempio, il valore e il rispetto per ogni vita umana, il desiderio di generare. Lo ricorda bene il Messaggio dei Vescovi italiani per la prossima Giornata nazionale per la vita. Essi scrivono: “La disponibilità a generare, ancora ben presente nella nostra cultura e nei giovani, è tutt’uno con la possibilità di crescita e di sviluppo; non si esce da questa fase critica generando meno figli o peggio ancora soffocando la vita con l’aborto, bensì facendo forza sulla verità della persona umana, sulla logica della gratuità e sul dono grande e unico del trasmettere la vita, proprio in una situazione di crisi”. C’è una disponibilità a generare che nasce direttamente dal cuore dei giovani, perché inscritto nella verità della persona. Chiudersi alla vita in tutte le forme possibili è contro la natura umana ed è una forma di egoismo.

Giova ricordare che da tempo la teologia cristiana invita a superare il concetto filosofico di individuo con quello trinitario di persona. L’uomo non è un essere, seppure razionale, chiuso in se stesso, bensì esiste in quanto è in relazione costitutiva con Dio e con gli altri. Poco importa se questa relazione non sempre è evidente, a motivo della fase precoce in cui si trova o della malattia che ne limita l’esercizio. Nelle condizioni ordinarie ciascuno realizza se stesso nell’apertura all’altro, secondo un dinamismo di dare e ricevere; in questo senso nessuno è tanto povero da non poter dare nulla e nessuno è tanto ricco da non dover ricevere nulla! Ora, “la logica del dono – scrivono i Vescovi italiani – è la strada sulla quale si innesta il desiderio di generare la vita, l’anelito a fare famiglia in una prospettiva feconda, capace di andare all’origine – in contrasto con tendenze fuorvianti e demagogiche – della verità dell’esistere, dell’amare e del generare”.

La logica del dono riflette la verità sull’uomo, “il quale in terra è la sola creatura che Iddio abbia voluto per se stesso” (Gaudium et spes, 44) e non può “ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero di sé”. Dio, che comunione di Persone, ha creato l’Uomo a sua immagine e somiglianza ponendo in lui la verità della relazione che si completa nel dono, cosicché non è trattenendosi che l’uomo si realizza, ma donandosi con fiducia. Questo significato perenne, riconosciuto dalla ragione e rafforzato dalla fede cristiana, non potrà mai essere disconosciuto o messo da parte, pena la distruzione della stessa verità sulla persona umana. Le parole della Chiesa trovano, pertanto, una naturale accoglienza nella profondità del cuore della persona.

E proprio la verità sulla persona, che coincide con la logica del dono, è l’ambito dove porre i fondamenti per un rinnovato impegno a favore della vita. Questi anni sono caratterizzati da una forte crisi economica, che genera la grave difficoltà nel fare famiglia. “Sono diffuse – si legge nel Messaggio – condizioni di precarietà che influenzano la visione della vita e i rapporti interpersonali suscitano inquietudine e portano a rimandare le scelte definitive e, quindi, la trasmissione della vita all’interno della coppia coniugale e della famiglia”.

Come uscirne? Intanto, occorre che chi governa faccia la sua parte: “Non è né giusto né sufficiente – notano i Vescovi – richiedere ulteriori sacrifici alle famiglie che, al contrario, necessitano di politiche di sostegno, anche nella direzione di un deciso alleggerimento fiscale”. Poi, anche i mezzi di comunicazione devono sentire la responsabilità di diffondere modelli di consumo responsabili e non far apparire il miraggio di un benessere irraggiungibile per i più e, quindi, ingiusto.

Soprattutto, occorre accrescere le relazioni, fare rete fino al punto che – ha detto il Papa al Convegno internazionale svoltosi a Milano nella primavera scorsa – una famiglia si prenda cura di un’altra famiglia. Utopia? No, se si pensa che questo corrisponde alla logica della persona, una logica capace di suggerisce sempre forme nuove di cura e di sostegno.

Quando e perché

A partire dal 1979 per volontà dei vescovi italiani si celebra ogni anno, la prima domenica di febbraio, la Giornata per la vita. Il Consiglio permanente della Cei predispone per questa occasione un breve Messaggio che illustra un aspetto particolare del tema. Il 1979 non è casuale: nel maggio 1978 infatti il Parlamento italiano approvava la legge 194 che regolamentava l’interruzione volontaria della gravidanza (Ivg). La Giornata – per fugare qualche equivoco – è un evento che coinvolge l’intera comunità ecclesiale italiana, non solo il Movimento per la vita. Il quale Mpv (fondato nel 1975) si segnala tuttavia per le sue importanti iniziative. In particolare, dal 1985 ha avviato i Centri di aiuto alla vita (Cav).

mamma-bambino-ospedaleLa Giornata della vita in Umbria

In Umbria saranno molte le iniziative che coincideranno con la festa del 3 febbraio, 35a Giornata per la vita che quest’anno reca il titolo “Generare la vita vince la crisi”. I volontari del Movimento di Perugia e del Centro di aiuto alla vita (sportello di accoglienza per le donne in difficoltà per una gravidanza) saranno presenti domenica al termine delle messe delle principali parrocchie per testimoniare l’attività promossa dal Cav e raccogliere offerte, in particolare per i progetti Gemma. Si tratta di vere e proprie adozioni prenatali a distanza di una mamma in attesa e del suo bambino, che ricevono un piccolo contributo in denaro per diciotto mesi, oltre al sostegno e ad altri generi di necessità da parte dei volontari del Centro. Un altro momento importante del 3 febbraio si terrà presso la parrocchia di Santa Lucia (che nella ex chiesa parrocchiale ospita anche la sede del Movimento per la vita perugino e del Cav): infatti alle 17 si terrà una toccante testimonianza di alcune donne sostenute dal Centro di aiuto alla vita, che grazie all’intervento del presidio di volontariato, sono state sostenute e incoraggiate a non scegliere la via dell’aborto.

Per quanto riguarda le iniziative degli altri Movimenti per la vita umbri, a Terni il 2 febbraio alle 21 si terrà una veglia di preghiera per la vita nella basilica di San Valentino, mentre domenica in diverse parrocchie ci saranno le testimonianze di medici e volontari del Cav di Terni. Altre iniziative si svolgeranno nel capoluogo ternano nel mese di febbraio, sempre per riflettere sulla centralità dell’accoglienza della vita.

A Città di Castello il locale Mpv sarà presente in piazza Matteotti sabato e domenica per la raccolta firme sull’iniziativa europea “Uno di noi”, che si prefigge “la protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell’integrità di ogni essere umano fin dal concepimento” in quelle che sono le aree di competenza dell’Ue, in particolare nell’ambito della ricerca, dell’aiuto allo sviluppo e della sanità pubblica.

Anche a Spoleto il Mpv si concentrerà sulla sensibilizzazione pubblica a questa petizione internazionale, mentre fervono i preparativi per il tradizionale Happening Giovani che si svolgerà nel mese di marzo.

Infine, a Foligno, dopo la celebrazione della messa con il Vescovo e la fiaccolata dalle chiese di San Feliciano a San Giacomo, per la prima volta verrà impartita la benedizione dei bambini nel grembo materno. La giornata si concluderà con una cena di solidarietà presso la mensa Caritas folignate.

AUTORE: Marco Doldi