La Giornata del migrante in diocesi di Perugia. Dal mondo i tanti volti di Cristo

La Giornata del migrante e del rifugiato ha aperto la visita pastorale ai migranti. Il Vescovo: “Nel volto di ogni persona è impresso il volto di Cristo. Si tratta di vedere in ogni migrante non un problema da affrontare ma un fratello o una sorella da accogliere”.

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Il coro internazionale che ha animato la liturgia
Il coro internazionale che ha animato la liturgia

Domenica 19 gennaio, in occasione della 100a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, mons. Gualtiero Bassetti ha incontrato alcune delle comunità di immigrati presenti in Umbria. La giornata – che coincideva, tra l’altro, con l’avvio della Visita pastorale – ha avuto inizio con una celebrazione eucaristica officiata dallo stesso Arcivescovo. Fin da subito traspariva un clima sereno, di fratellanza e condivisione, come in una grande famiglia. Per far sentire tutti a proprio agio e affinché tutti seguissero la messa, il Vangelo è stato proclamato in quattro lingue, e la preghiera dei fedeli addirittura in sette. La multietnicità era evidente anche dai canti, affidati a un coro composto da immigrati: il canto iniziale in spagnolo e l’Alleluia dai “ritmi tribali”. Alcune comunità, come quella nigeriana, ecuadoregna e peruviana, sfoggiavano i loro abiti tradizionali. “Migranti e rifugiati – ha detto mons. Bassetti all’omelia – non sono pedine sullo scacchiere dell’umanità. Si tratta di bambini, donne e uomini spesso costretti ad abbandonare le loro case, a fuggire dal proprio Paese”. E rivolgendosi ai diretti interessati: “La Chiesa è chiamata a essere popolo di Dio, che abbraccia tutti i popoli e porta a tutti l’annuncio del Vangelo, perché nel volto di ogni persona è impresso il volto di Cristo. Si tratta di vedere in ogni migrante non un problema da affrontare ma un fratello o una sorella da accogliere. Cari migranti e rifugiati, non perdete la speranza!”.

Al termine della celebrazione, la festa si è trasferita nel chiostro della cattedrale, dove tutti insieme si sono ritrovati per il pranzo. Ogni gruppo ha offerto cibi tipici del Paese di provenienza, mentre la comunità nigeriana allietava gli animi dei presenti con i propri canti tradizionali. Le comunità partecipanti erano est-europee, in particolare quella polacca, africane (anglofone e francofone, tra Nigeria, Camerun, Benin, Togo, Costa d’Avorio, Kenya), latino-americane (numerosa la presenza da Ecuador, Perù, Bolivia), nonché qualche Paese asiatico (Filippine, India). All’evento ha presenziato padre Jean, incaricato pastorale dei migranti, il quale ha riferito che “era invitata anche la comunità ucraina, ma non ha potuto essere presente perché impegnata nella celebrazione del Battesimo di Gesù, festa che nella tradizione ortodossa conclude le festività natalizie”. E ha aggiunto: “Non dobbiamo dimenticare che in questa Giornata vengono ricordati non solo gli immigrati, ma anche i rifugiati. Ogni comunità ha offerto il proprio cibo, ha proposto i propri balli e messo in mostra alcune delle proprie tradizioni, con un obiettivo: conoscersi”. Al convivio era presente anche il vicario generale, don Paolo Giulietti, il quale ha specificato che quasi tutti i presenti sono parte attiva nei rispettivi gruppi di appartenenza. Ha poi ricordato che questo è solo il primo di dieci appuntamenti, alcuni riservati alle comunità, altri aperti a tutti. Mons. Bassetti visiterà le principali comunità straniere presenti nel territorio. “Una serie di incontri – ha detto mons. Giulietti – che dimostrano come la Chiesa sia vicina e attenta alle necessità degli immigrati e dei rifugiati di ogni parte del mondo. Ci ritroveremo con gli adulti il 16 febbraio a Magione e il 23 marzo a Ponte San Giovanni, mentre il 22 marzo sarà lasciato spazio ai giovani tra i 14 e i 25 anni nati in Italia da genitori immigrati o arrivati nel nostro Paese da piccoli”.

 

AUTORE: Michele Mencaroni