La notte di Assisi illuminata dalle “fiaccole” della pace

Più di tremila persone alla Marcia di Pax Christi il 31 dicembre

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Il 31 dicembre, come ogni anno, Pax Christi ha promosso la marcia per la pace che per questo fine 2000 si è svolta ad Assisi. E’ stata una sorpresa la grande partecipazione, da tutta Italia ma soprattutto dalle regioni del centro (scarsa la presenza degli umbri, purtroppo, pur essendo stati invitati e coinvolti nella preparazione, come don paolo Giulietti, della diocesi di Perugia, che ha proposto le rifflessioni ed i canti lungo tutto il percorso). C’erano almeno tremila persone (qualcuno ha detto cinquemila) tante, al punto che per la celebrazione eucaristica conclusiva della marcia, alla Basilica superiore di San Francesco, i frati hanno deciso di aprire anche la chiesa inferiore. Lo sparuto drappello di ‘pacifisti’ (tale appariva anche solo accostato alla folla che ha riempito le piazze della stessa Assisi o della vicina Perugia) non è arrivato lì per caso o perché non aveva niente di meglio da fare. No, hanno scelto di fare festa per il passaggio dell’anno in un modo che fosse allo stesso tempo conferma e sigillo di un impegno vissuto nel quotidiano e nei modi più diversi. La marcia di Pax Christi, così è conosciuta, è in realtà la marcia della Chiesa italiana, e non solo perché viene promossa insieme alla Commissione episcopale Cei per i problemi sociali e il lavoro ed alla Diocesi in cui si svolge (quest’anno Assisi e le Famiglie francescane), ma soprattutto perché hanno partecipato tutti: dai gruppi esplicitamente impegnati sul fronte della promozione della pace, ai gruppi parrocchiali, fino coloro, assisani e turisti, che si sono uniti per strada. E c’erano di tutte le età, dai bimbi in passeggino ai ‘maturi’ coi capelli bianchi, tutti ben attrezzati per affrontare il freddo della notte spazzata dal vento di tramontana. Durante il cammino si alternavano momenti di riflessione e silenzio, a risate, battute, scherzi, piccole soste per rinfrancare i più piccoli. Sole le torce hanno illuminato la strada dando il senso della lunga fila che si snodava nel buio della campagna assisana fin su a San Damiano e poi entro le mura della città da Santa Chiara a San Francesco. A mezzanotte, tra l’esplosione dei fuochi d’artificio sulla città e la pianura, sono proseguite le testimonianze iniziate alla Porziuncola dove, accolti dal Padre custode della basilica di Santa Maria degli Angeli, i “marciatori” avevano ricevuto il messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace, la stessa che ha dato il tema alla marcia: il dialogo tra le culture. Se è vero che cresce la solidarietà – aveva detto mons. Bona, presidente di Pax Christi – è anche vero che c’è un ostacolo istintivo, di conflittualità verso chi è diverso. In Sudan, a Timor est, nelle Molucche c’è sempre scontro di intolleranze. Siamo invitati ad abbattere questo muro di divisione che non riguarda solo il mondo, ma è presente anche da noi dove cova sotto la cenere: repulsione, sospetto, rifiuto dell’immigrazione. Che poi qualcuno cavalca per le elezioni”. Mons. Bona ha rivolto in particolare un invito ai giovani, ad essere “sentinelle del Terzo Millennio, vigilanti e portatori di pace”. Suor Rosemary Lynch aveva presentato la sua esperienza tra gli indiani vittime degli esperimenti nucleari Usa, e Robert Todounot aveva proposto una ‘lezione’ di geografia e di storia per conoscere meglio questa Guinea Conakry (una delle tre Guinea africane) per cui l’Italia si è impegnata a contribuire alla riduzione del debito estero. Nella Basilica Superiore di San Francesco, oltre alla testimonianza di padre Lush, kosovaro, è stato particolarmente significativo l’abbraccio tra Peter Madros, sacerdote cristiano palestinese, e Amos Mokedi, ebreo israeliano dell’associazione pacifista Peace Now. Nei loro interventi hanno ricordato che se cade la maschera dei pregiudizi è possibile parlare tra i due popoli, richiamando l’importanza dell’educazione e della formazione dei giovani per favorire il dialogo e la pace. La celebrazione eucaristica è stata presieduta da mons. Sergio Goretti, vescovo di Assisi che ha chiesto a tutti il massimo impegno per affrontare i numerosi problemi che ostacolano il cammino della pace: dalla giustizia agli embarghi, alla lotta contro le malattie. La lunga veglia si è conclusa dopo le due del mattino con un momento di festa con la musica del cantautore Michele Paolicelli.

AUTORE: M.R.V.