La quinta edizione del Festival organistico a Perugia

Perugia. Quinta edizione del Festival organistico

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festival-organistico-cattedrale-perugiaSono molte le manifestazioni musicali umbre che si sono consolidate nel corso degli ultimi anni e che oggi godono di fama mondiale. Umbria Jazz, la Sagra musicale, il Festival dei Due mondi sono solo alcuni esempi. Da qualche anno, nell’olimpo dei grandi appuntamenti con la musica sta facendo la sua comparsa il Festival internazionale laurenziano d’organo. La manifestazione prevede una serie di concerti nella cattedrale perugina di San Lorenzo, eseguiti da organisti di fama internazionale. Dal 3 al 13 agosto di quest’anno si apre la quinta edizione. Direttore artistico è il m° Adriano Falcioni, organista della cattedrale di Perugia, nonché docente e pluripremiato artista. “L’impianto organizzativo rimane invariato – spiega Falcioni -: tre musicisti italiani, tre stranieri e in giovane emergente. In questa edizione la novità sta nel programma, particolarmente ricco di musica sinfonica e romantica francese. Non ultimo, un programma dedicato al bicentenario della nascita di due grandi compositori: Richard Wagner e Giuseppe Verdi”. Quello della cattedrale è un grande organo a canne costruito dalla pontificia fabbrica d’organi “Giovanni Tamburini” di Crema nel 1967. Con quattro tastiere di 61 note ciascuna e una pedaliera concavo-radiale di 32 note, ha una trasmissione integralmente elettrica revisionata e integrata con sistemi elettronici digitali nel 2004. Si tratta di uno strumento composto da 83 registri per un totale di 5.032 canne, e si presta molto bene per questo tipo di repertorio. L’organo sarà sottoposto a un restauro generale nei prossimi mesi. “Ad oggi – conclude Falcioni – lo strumento è funzionante, ma necessita di una serie di interventi tecnici per mantenerne l’integrità sonora e funzionale. Non ultimo, è stato vittima di una serie di danni provocati da un fulmine caduto nelle vicinanze della cattedrale qualche giorno fa durante un violento temporale”.

Il primo organo venne progettato da Archimede

Storia di uno strumento che, usato fin dall’antichità, è diventato il “re” della musica liturgica

L’organo a canne è “il re degli strumenti”, come riportano alcuni testi. Per come lo vediamo nelle nostre chiese, si presenta con una o più facciate di canne, una “consolle” a una o più tastiere e i relativi registi, e la pedaliera. Così, un solo strumento diventa un’orchestra.

L’organo ha origini antichissime. Il primo, l’hydraulis, fu costruito nel III secolo a.C. da Ctesibio di Alessandria, su progetto di Archimede. Inizialmente era adibito a uso profano: era diffuso anche nell’antica Roma ove serviva per allietare banchetti e accompagnare danze. Per questo motivo trascorsero molti secoli prima che le autorità ecclesiastiche decidessero di inserirlo come strumento adatto per le celebrazioni liturgiche: ciò avvenne solamente verso la fine del 900 d.C.

In Europa ci sono tante scuole organarie con una propria tradizione e un proprio stile costruttivo. In sintesi si possono identificare alcune macro-aree: germanico-fiamminga, francese, iberica e italiana. Non solo musica ma anche arte nel lavorare i materiali, che nel corso dei secoli si è integrata con l’architettura delle chiese. Quando si parla di organo a canne ci si riferisce, soprattutto nel passato, a dei capolavori. Vere e proprie opere d’arte e d’ingegno, soprattutto quando non c’era la corrente elettrica e tutto il ciclo sonoro (dal premere un tasto fino all’uscita del suono dalle canne) era gestito da una meccanica di altissima precisione.

Con l’avvento dell’energia elettrica e successivamente con l’elettronica, anche l’organo è andato soggetto alle moderne evoluzioni. Se oggi la consolle è separata e distante anche decine di metri rispetto alla posizione delle canne, è perché i complessi sistemi meccanici tipici degli organi antichi, sono stati sostituiti o integrati da elettrocalamite, interruttori e conduttori elettrici che hanno permesso di scorporare tastiere e corpo sonoro. L’elettronica moderna ha poi reso possibile, grazie alle tecniche di campionamento e di riproduzione virtuale, di rigenerare il suono delle canne tramite computer.

Suonare l’organo significa appassionarsi a un concentrato di suoni, di arte, di tecnologie e soprattutto di liturgia. L’organo a canne, come è stato ribadito nei documenti del Concilio Vaticano II, è lo strumento per la musica liturgica: “Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l’organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti”.

Programma

Il Festival internazionale laurenziano d’organo è in programma dal 3 al 13 agosto (cattedrale di San Lorenzo, ore 21.30). Il tema di quest’anno è il Romanticismo francese. Il 6 agosto il giovane Manuel Tomadin eseguirà la fantasia Ad nos ad salutarem undam di Liszt e proporrà una poco eseguita Sonata di Ritter dedicata a Liszt. Il 7 agosto, Alessandro Bianchi con un programma tra la Francia e la musica contemporanea. L’8 agosto Falcioni proporrà l’integrale dell’opera organistica di Marcel Duruflè. Per il 9 e l’11 agosto sono previsti i concerti di Giulia Biagetti da Lucca e Bunckard Ascherl dalla Germania. Per concludere, il 13 agosto non poteva mancare un omaggio a Verdi e Wagner nell’anno dell’anniversario; a eseguire il concerto sarà il parigino Jean Paul Imbert. Per ulteriori informazioni: sito www.cattedrale.perugia.it o telefonare al numero 075 5723832.

AUTORE: Andrea Coli