La rivoluzione anti-religiosa

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ernesto-vecchiMille e settecento anni fa, nel 313, Costantino e Licinio sottoscrivevano a Milano il famoso “editto di tolleranza”, che imprimeva al corso della storia una svolta decisiva, verso una più consolidata coesione sociale. Oggi, purtroppo, mentre ancora si celebra da più parti l’“Editto di Milano”, si diffondono sempre più in Europa i miasmi dell’intolleranza verso la religione. Siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione contro la libertà religiosa in quanto tale e, dal momento che si manifesta in Europa, si tratta di un’aggressione essenzialmente anticristiana. Il cristianesimo è accusato di essere omofobo e antistorico. Secondo Dacia Maraini (Corsera, 19-2-2013), la famiglia naturale tra l’uomo e la donna – che Gesù ha elevato alla dignità di sacramento – ha già esaurito il suo ruolo. I princìpi? Vadano a farsi benedire, perché arrancano, rigidi, dietro le novità. La famiglia è diventata una realtà sentimentale fluida, che si compone e si scompone rapidamente. Secondo la scrittrice, la stabilità è un sogno, e coinvolge sbrigativamente anche l’antropologo Malinowski per non considerare l’incesto un tabù e lasciare campo libero alla naturale propensione ad accoppiarsi: padri con figlie e madri con figli, come succede fra gli animali.

Ernesto Galli della Loggia (Corsera, 2-6-2013) entra nei dettagli dell’intolleranza religiosa europea e riporta in parte le denunce pubblicate su Avvenire (11-5-2013). Egli richiama l’attenzione sulle conseguenze disastrose che questo atteggiamento intollerante porta con sé, perché mette in gioco la nostra libertà e la nostra storia, connessa in modo inscindibile all’identità occidentale. In Europa la libertà religiosa ha rappresentato storicamente l’origine di tutte le libertà civili e politiche, fino a garantire la libertà di coscienza.

in-hoc-signo-vinces-visione-costantino-Sala-di-costantino-visione-della-croce-vaticanoInsomma, la libertà religiosa e la libertà di opinione e di parola sono due pilastri che vanno all’unisono. È quanto mai preoccupante il fatto che oggi – continua Galli della Loggia – in Europa, in molti luoghi e per molti versi, la libertà dei cristiani appaia oggettivamente messa in pericolo. Anche le iniziative tendenti ad abolire i contributi alle scuole paritarie sono su questa lunghezza d’onda: se ne infischiano del vero bene della scuola e delle famiglie. L’importante per loro è che le scuole dei preti siano messe in difficoltà, anche se sono nate per servire e non per essere servite. La presidente Boldrini e la ex ministra Idem non si mettano a soffiare sul fuoco, se vogliono bene all’Italia e al Governo di cui fanno parte. Anche loro sono state elette per servire il popolo italiano, e non per dividerlo con proposte che contraddicono i valori non negoziabili, radicati nel Dna più originario e genuino del popolo italiano. L’esasperazione dei diritti sfocia nella dimenticanza dei doveri. Diventa pertanto una necessità sociale, e perfino economica proporre ancora alle nuove generazioni la bellezza della famiglia e del matrimonio.

In questa prospettiva, gli Stati sono chiamati a nuove politiche che promuovano la centralità e l’integrità della famiglia fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna. La famiglia, infatti, è un serbatoio di risorse sociali, senza le quali lo Stato non può esprimere tutte le potenzialità della Nazione, chiamata a ripristinare la gratuità, come fattore di crescita del bene comune.

AUTORE: † Ernesto Vecchi Vescovo amministratore apostolico di Terni - Narni - Amelia