La scuola è anche questione di edilizia

Alberto Campoleoni

L’anno scolastico va verso la conclusione. Una conclusione “strana”, come è stato “strano” un po’ tutto questo anno scolastico, sballottato tra didattica a distanza e assenza vera e propria di didattica (già, perché non vanno dimenticate quelle situazioni più volte denunciate dove le infrastrutture inadeguate – reti internet, strumentazione tecnologica carente, difficoltà sociali e familiari – hanno impedito quasi del tutto l’esperienza scolastica).

Bilancio di un anno particolare

Un anno che si chiude però all’insegna della speranza di ripartenza, vuoi con l’avvio delle vaccinazioni per i ragazzi e le ragazze più giovani, vuoi con i progetti del Piano estate che coinvolgeranno tanti istituti scolastici.

Non mancano, come sempre, le criticità, a cominciare dal problema cronico dell’inserimento dei docenti, rimbalzati dai concorsi, e di fatto con le scuole nella perenne preoccupazione di un prossimo inizio d’anno regolare.

Il progetto “RiGenerazione Scuola”

Intanto in questi giorni è stata presentata una nuova importante iniziativa. Il ministro Patrizio Bianchi e la sottosegretaria Barbara Floridia, infatti, hanno presentato “RiGenerazione Scuola”, il Piano per la transizione ecologica e culturale delle scuole.

In tempi di attenzione speciale all’ambiente e alla sostenibilità, la consapevolezza che si può e si deve partire dalla cultura e dall’educazione dei più giovani, si traduce anche in una serie di iniziative e attività che appunto fanno parte del nuovo Piano, pensato nell’ambito dell’attuazione dell’Agenda 2030 dell’Onu.

Il ministro Bianchi non ha nascosto, con una certa enfasi, la soddisfazione per la nuova iniziativa (per la quale sono previsti più di un miliardo di investimenti e la realizzazione di 200 scuole nuove a efficienza energetica) e ha spiegato che si apre “un capitolo importante: la formazione e l’educazione alla sostenibilità.

Lo facciamo con una parola meravigliosa, RiGenerazione. Lavoriamo a una nuova capacità di agire per l’ambiente, partendo dalla scuola, che è il battito della comunità”.

Per una transizione ecologica e culturale

Una nota del Ministero illustra che “la transizione ecologica e culturale della scuola sarà fondata su quattro pilastri: la rigenerazione:
– dei saperi, ovvero che cosa si impara a scuola; l
– delle infrastrutture, con la costruzione di edifici innovativi e la creazione di nuovi ambienti di apprendimento;
– dei comportamenti, con l’acquisizione di buone abitudini nel rispetto dell’ambiente anche a scuola;
– delle opportunità, ovvero indirizzi scolastici caratterizzati da percorsi formativi che guardano ai temi dell’ecologia e della sostenibilità”.

Naturalmente la strada ipotizzata è quella giusta. Da ricordare però che insieme alla “rigenerazione” e alla creazione di edifici innovativi, resta di grande attualità la sistemazione degli istituti attuali. Il tema dell’edilizia scolastica e della messa in sicurezza degli istituti resta un’urgenza ancora in parte disattesa.

Inoltre, sempre in tema di ambiente e sostenibilità, sarà importante valorizzare il tanto che già si fa in moltissime scuole, dalle elementari alle medie, grazie alla creatività, alla passione e all’inventiva di tanti protagonisti della scuola. Bene guardare avanti, allora. Ma sistemare il passato e valorizzare il presente è ugualmente importante.

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