Lavoratori immigrati. Una nuova “sanatoria”

La data di scadenza per presentare domanda è il 15 ottobre, e ci sarà posto per tutti, purché le carte siano in regola. Per espletare le pratiche burocratiche sarà possibile ususfruire dell’aiuto gratuito dei Patronati Acli

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Sono state alcune decine le domande presentate nella provincia di Perugia in questo primo fine settimana dall’avvio, sabato 15 settembre, della nuova procedura di emersione dei lavoratori stranieri, ed hanno riguardato tutte il settore del lavoro domestico. Sul fronte delle attività per favorire i processi di integrazione, da ricordare il progetto “Welcome!”, frutto di una collaborazione della Prefettura con il Provveditorato alle opere pubbliche. Si tratta di un percorso di informazione civica rivolto agli stranieri che hanno sottoscritto con il nostro Paese un accordo di integrazione. Senza dimenticare la concessione della cittadinanza italiana ai soggetti che ne abbiano i requisiti. Dal 1° giugno il prefetto Cardellicchio ha firmati 85 decreti di conferimento della cittadinanza per matrimonio: 74 donne e 11 uomini.

Questa volta non dovranno fare lunghe code e corse contro il tempo, né ci saranno limiti di numero per gli immigrati extracomunitari che lavorano nel nostro Paese pur non essendo in regola con il permesso di soggiorno. Ne parliamo con Angelo Consalvi, presidente del Patronato Acli di Perugia.

Qual è la procedura iniziale?

“Il primo passo per regolarizzare la posizione di un lavoratore extracomunitario impiegato irregolarmente consiste nel versare 1.000 euro come contributo forfettario. Il versamento può essere effettuato attraverso il modello F24. Per versare il contributo c’è tempo fino al 15 ottobre, ultimo giorno utile per presentare l’istanza attraverso il sito del ministero dell’Interno. Quindi si procede con la domanda di regolarizzazione, da inviare esclusivamente per via telematica attraverso il sito del ministero dell’Interno. L’invio è consentito fino alla mezzanotte del 15 ottobre. Per la procedura telematica i datori di lavoro potranno rivolgersi ai Patronati. Successivamente sarà disponibile, sempre all’interno del sito, la ricevuta con l’indicazione della data di invio telematico, copia che il datore deve consegnare al lavoratore”.

E poi cosa succede?

“Lo Sportello unico per l’immigrazione riceve le domande dal sistema informatico del Ministero e le valuta. Poi convocherà il datore di lavoro e il lavoratore per verificare la corrispondenza delle dichiarazioni rese, l’avvenuto pagamento del contributo forfettario, la prova amministrativa relativa alla presenza in Italia dello straniero dal 2011, la verifica della regolarizzazione delle somme dovute dal datore a titolo retributivo, contributivo e fiscale. Quindi si procede alla stipula del contratto di soggiorno”.

Quali sono i requisiti?

“Il reddito mimino deve essere di 20.000 euro, nel caso in cui un nucleo familiare composto da un solo percettore di reddito voglia regolarizzare un lavoratore domestico di sostegno al bisogno familiare. Tale reddito sale a 27.000 se nella famiglia ci sono più soggetti conviventi. Per regolarizzare una badante, invece, non è previsto alcun reddito minimo, purché sia l’assistito a presentare la domanda”.

Tutti possono presentare domanda di regolarizzazione?

“Possono presentarla i datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato dell’Ue, i datori di lavoro stranieri in possesso della carta di soggiorno, o chi ne ha fatto richiesta prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo. Ma attenzione: lo straniero regolarizzando dovrà dimostrare la sua presenza in Italia almeno dal 31 dicembre 2011 tramite un’attestazione proveniente da organismi pubblici”.

Si sente parlare di datori di lavoro e lavoratori esclusi: è vero?

“Sì, sono esclusi dalla procedura i datori di lavoro che negli ultimi cinque anni sono stati condannati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento di persone, anche minori, per prostituzione o altre attività illecite, e che non hanno sottoscritto il contratto di soggiorno presso lo Sportello unico in caso di precedenti regolarizzazioni, salvo cause di forza maggiore. Per quanto riguarda i lavoratori, sono esclusi gli stranieri con provvedimento di espulsione, segnalati ai fini della non-ammissione nel territorio dello Stato, condannati per uno dei reati previsti dall’articolo 380, o che costituiscono una minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza. Non essendoci limiti numerici, si tratta della prima regolarizzazione in cui sarà ammesso non chi invia la domanda per primo, ma chi dimostra di avere tutti i requisiti imposti dal decreto, pertanto non occorre affrettarsi. Secondo le stime del Governo, si tratterà di circa 100-150 mila stranieri. Per l’invio della domanda i datori potranno farsi assistere dai Patronati, in maniera del tutto gratuita, come già è avvenuto per le precedenti sanatorie. I nostri operatori saranno lieti di aiutare per l’espletamento delle pratiche”.

AUTORE: Marta Ginettelli