LIBERA. Don Ciotti: “Per combattere la mafia bisogna investire in cultura”

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“La legalità non può essere un obiettivo perché non è neppure un valore. È un prerequisito. L’obiettivo è la giustizia”.

Non ha dubbi don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione contro le mafie Libera, su come debba essere perseguita la giustizia: “Come cattolico e come cittadino i riferimenti sono due, il Vangelo e la Costituzione. Se la Costituzione venisse sempre applicata sarebbe la prima arma antimafia”.

Intervenuto domenica scorsa a Perugia, nell’ambito del viaggio di “LiberaIdee” in Umbria, don Ciotti ha parlato a proposito della linea a servizio dei territori che Libera si è data da qualche tempo a questa parte. Da qui l’idea di un viaggio nelle regioni italiane che è arrivato a toccare anche l’Umbria nella settimana scorsa.

“Ci siamo presi del tempo per la ricerca, per prendere coscienza dei nostri limiti ed eventualmente correggere la rotta” ha detto don Luigi. La ricerca cui si riferisce è quella portata avanti dal gruppo di ricercatori di LiberaIdee insieme all’Osservatorio regionale sulle infiltrazioni mafiose riguardo la percezione del fenomeno mafioso.

I dati della ricerca, illustrati dalla dottoressa Sabrina Garofalo, evidenziano che per la maggior parte degli intervistati, il 68%, la mafia in Umbria è un fenomeno marginale la cui principale attività è il narcotraffico. Un’alta percentuale inoltre risponde di non conoscere i beni confiscati in Umbria. “È fondamentale – ha detto don Ciotti – investire nella cultura e nell’istruzione per risvegliare le coscienze. L’Italia purtroppo è fanalino di coda in Europa per gli investimenti nell’istruzione (continua a leggere sull’edizione digitale de La Voce).

Di seguito il file audio con l’intervista a don Luigi Ciotti

Valentina Russo

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