L’ingresso del vescovo Domenico Sorrentino nella diocesi di Foligno

Mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, questo pomeriggio, 28 agosto, ha fatto il suo ingresso ufficiale nella diocesi di Foligno. La celebrazione si è svolta nella chiesa di San Giacomo, alle ore 18, dopo che mons. Sorrentino è stato accolto in piazza dal saluto delle autorità ed ha incontrato il sindaco, Stefano Zuccarini e la Giunta all’ingresso del Palazzo comunale.

Dal primo pomeriggio il vescovo eletto è stato accolto nella chiesa di Santa Lucia in Capitan Loreto di Spello, ai confini della diocesi, dal delegato ad omnia mons. Giovanni Nizzi, dal cancelliere Fabio Cioccoloni, dal parroco don Diego Casini e dal vice sindaco di Spello Guglielmo Sorci.

Poco dopo ha fatto visita, in forma privata, ad un luogo simbolo della carità, Casa “Germoglio Meraviglioso”, in via dei Cappuccini, voluta e gestita sotto l’egida della Caritas regionale dell’Umbria.

E’ seguita la visita della cripta della cattedrale di San Feliciano. Accolto dal priore del capitolo della cattedrale mons. Giuseppe Bertini, ha venerato le reliquie di san Feliciano e visitato le tombe dei vescovi di Foligno lì sepolti.

La diretta video di Rgu e Gazzetta di Foligno

Il saluto di mons. Domenico Sorrentino alle autorità

Carissimi fratelli e sorelle!

Lasciate che sia solo questo il titolo di onore con cui vi abbraccio tutti. Quale titolo più bello? Prima e al di là delle nostre differenze, c’è questa verità che, da sola, racchiude il senso stesso della nostra vita.

Fratelli e sorelle! Non soltanto perché la nostra umanità, lo vogliamo o no, è fatta della stessa pasta: la pandemia ce lo sta re-insegnando. Ma fratelli e sorelle soprattutto perché abbiamo – lo riconosciamo o no, questo dipende dalla fede di ciascuno – un unico Padre.

Vengo a Foligno sapendo di poter calcare orme sicure. Mi metto nel solco di una grande storia. Vi ringrazio tanto per l’accoglienza. Per me è un abbraccio. Sentitelo anche da parte mia verso di voi. Lo estendo a tutti, come città, come popolo, come Chiesa.

Signor Sindaco, gentili autorità, cari fedeli e cittadini!

L’ingresso nel ministero di un vescovo ha assunto in ogni secolo il colore delle circostanze.

Oggi, grazie a Dio, non v’è nulla – meno che mai nel mio pensiero – che possa suonare altro che l’ingresso in un servizio. Prendere coscienza che siamo povera gente, alla ricerca di un senso, col bisogno di essere l’uno accanto all’altro e mai l’uno contro l’altro, è l’inizio di ogni sapienza ecclesiale e civile.
Vengo nel nome di Gesù, e solo di lui.
Ciò significa anche che vengo con le braccia aperte, ad accogliere tutti, e a farmi tutto a tutti, quanto me lo permetteranno le mie forze.

Sono originario di una terra dove il cuore è abituato, nonostante tutto, a cantare.
Quando, nel 2008, fece l’ingresso a Foligno il carissimo mons. Sigismondi, al cui percorso pastorale non farò fatica a dare seguito, rimasi impressionato dal calore con cui venne accolto. Mi feci l’idea dei folignati come di un popolo umano, cordiale, espansivo. Non avrei mai pensato che, dopo essermi fatto “assisano” con gli assisani, mi sarei fatto oggi anche “folignate” con i folignati. Lo faccio con vero piacere. Lo sento dal profondo del cuore

Il resto, cari fratelli e sorelle, ce lo diremo strada facendo. So che non vi aspettate più di quello che potrò darvi. Devo servire, insieme, due comunità diocesane. Nella specificità che vi contraddistingue, e che sarà attentamente custodita, con tutta la vostra storia, le vostre ricchezze spirituali e culturali, non vi sarà difficile aprirvi, per delle sinergie che oggi sono l’unica maniera di affrontare le complessità ad ogni livello, anche ecclesiale.

A nessuno sfugge che la crisi con cui facciamo i conti è anche una crisi di pensiero e di valori. La grande tradizione cristiana non è più scontata. È ora di riprendere l’entusiasmo evangelizzante degli inizi, quello testimoniato per questa Città soprattutto dal patrono san Feliciano, perché Gesù torni ad essere un punto di forza anche del nostro cammino sociale e culturale.

Sentitevi tutti ben voluti, stimati, abbracciati. Il mio saluto deferente al signor Sindaco e alle altre autorità. La Chiesa folignate, come ha fatto finora, non smentirà, nei confronti di tutti, e in particolare delle istituzioni, l’atteggiamento del dialogo, dell’ascolto reciproco, della collaborazione, nella distinzione degli ambiti, in vista del bene comune.

Il mio abbraccio giunga soprattutto a chi, in questa Città e in questa diocesi, per i più diversi motivi, si trova in una condizione di disagio, di ristrettezza, di sofferenza. Ho voluto per questo iniziare dal “Germoglio meraviglioso”, e vi ho lasciato, come piccolo dono augurale, una meditazione su quella che Francesco d’Assisi avrebbe chiamato “sorella povertà”: tre balze da scalare, a cominciare da quella che il Santo scalò qui a Foligno con il celebre episodio della vendita della merce e del cavallo. Sarà bello poter camminare insieme. Lo auguro a me, lo auguro a voi: buon cammino, nel nome del Signore!

Il messaggio del sindaco di Foligno

“Ho appreso con estremo piacere la notizia della Sua nomina a Vescovo della diocesi di Foligno, da parte del Santo Padre Papa Francesco, unendola così alla diocesi di Assisi in persona episcopi’ – ha detto il sindaco Stefano Zuccarini – Ho letto con particolare attenzione ed interesse il Suo messaggio: sono assolutamente convinto che la Chiesa di Foligno e quella di Assisi siano legate indissolubilmente dalla ‘figura di Francesco’ che oggi ritrovano così la naturale congiunzione”.

Ha poi proseguito ricordando che “fu infatti un giovanissimo Giovanni di Pietro Bernardone, a scegliere la Nostra Città, nel 1205 per intraprendere tangibilmente il Suo percorso di rinuncia ai beni terreni, abbandonando le uniche cose di cui era rimasto in possesso. Proprio all’ombra del Palazzo Comunale e della Cattedrale di San Feliciano, si spogliò dei suoi panni, per metterli in vendita insieme al suo cavallo, e fare ritorno in Assisi a piedi, coperto solamente di un unico saio. I soldi ricavati, vennero impiegati per il restauro della chiesetta rovinata di San Damiano.

Oggi, in qualche modo, sembra che la storia abbia a ripetersi: giunge da Assisi, sulle sponde del fiume Topino – citato da Dante proprio in riferimento a San Francesco – un Pastore: e c’è una Chiesa da dover ricostruire, quella del nostro Santo Patrono Feliciano, colpita ancora una volta dalle violente ferite del terremoto. E c’è anche una grande Comunità da ‘ricostruire’ a seguito della crisi sanitaria, economica e sociale. Anche a me piace pensare che che oggi, San Francesco e Santa Angela – alla quale venne a rendere omaggio, in un’indimenticabile visita a Foligno, il Papa San Giovanni Paolo II – siano finalmente ricongiunti in una grande Chiesa.

Viviamo questo passaggio storico, con la certezza di un’immensa opportunità, che raddoppia le nostre speranze: il nome di Foligno abbinato a quello di Assisi – Città Simbolo della Spiritualità nel mondo – non può che riempirci di gioia e speranza. Io le assicuro, Eccellenza, che sarò al Suo fianco, come persona e come Sindaco di Foligno, al servizio della Nostra gente e del Nostro territorio: il mio impegno, nel pieno rispetto dei reciproci ruoli, è e sarà quello, di collaborare per promuovere il Bene Comune. Sono convinto che con Lei al nostro fianco, questo impegno sarà meno gravoso e più sereno: ben lieto di poterLa finalmente accogliere a braccia aperte”.

Sorrentino: “Il mio programma è Gesù”

“Il mio programma è Gesù. Niente di più, niente di meno. Come lo è stato per voi finora. Gesù da riproporre con slancio missionario alla nostra società, alle nostre famiglie, ai nostri giovani. Gesù col suo Vangelo, perché il Vangelo sia lievito di fraternità, di cultura autentica, di economia solidale, di una politica posta al servizio del bene comune. Gesù insomma ragione stessa della nostra vita”.

Queste le parole con le quali mons. Sorrentino ha salutato la diocesi di Foligno durante la messa di insediamento. “Siamo una sola cosa in Gesù, siamo famiglia di Dio – ha detto nell’omelia mons. Sorrentino -. C’è tanto bisogno di testimoniare questa unità, mentre il mondo, nonostante l’inter-connessione mediatica, sperimenta tanta dispersione e solitudine, e non solo in regioni in cui imperversano guerra e violenza, ma persino nei rapporti più semplici e quotidiani. Il mio compito porta inscritto il disegno dell’unità. Quello di cui la Chiesa e il mondo hanno fame. Unità che non mortifica le differenze ma moltiplica le risorse, sprigionando nuovi slanci di crescita, di servizio, di testimonianza”.

Commentando il Vangelo appena letto, il nuovo vescovo ha affermato che “la riprova di una fede autentica è la carità operosa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze” insieme a tutti “i volti concreti delle mille povertà, lontane e vicine” come i terremotati haitiani o le donne afghane, il povero della porta accanto, che spesso soffre senza che nessuno se ne accorga. Povertà non è solo bisogno di pane, ma anche bisogno di uno sguardo, di un sorriso, di una premura, di un tempo dedicato nella gratuità”.

Questo, ha proseguito mons. Sorrentino, “non è il programma della miseria. È piuttosto l’evangelico ‘beati i poveri di spirito’, che ci fa essere figli totalmente abbandonati alle braccia del Padre, e per questo esperti del dono e capaci di dono”.

Sigismondi: “Il ‘peso della grazia’ passa al vescovo Domenico”

All’inizio della celebrazione mons. Sorrentino, che è anche vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, ha ricevuto il saluto del vescovo amministratore apostolico di Foligno, mons. Gualtiero Sigismondi.

“Fratelli e sorelle carissimi – ha detto mons. Sigismondi -, mi congedo da voi come un contadino che, al termine di una giornata di lavoro dedicata alla semina, accarezza con lo sguardo benedicente la nuda terra, sognando “i campi che già biondeggiano per la mietitura” (Gv 4,35). Ora il “peso di grazia” della diocesi di Foligno passa al vescovo Domenico, alleggerendo le mie spalle ma non il cuore. Il Signore, il solo vero Maestro e l’unico necessario Salvatore, vi custodisca nel suo amore e, per intercessione della Madre sua, conduca tutti voi, pastore e gregge, alla vita eterna”.

Il vescovo accolto nella chiesa di Santa Lucia a Capitan Loreto, ai confini della diocesi
Il saluto tra il vescovo Domenico Sorrentino e Stefano Zuccarini, sindaco di Foligno

Il saluto del sindaco di Foligno Stefano Zuccarini al vescovo Domenico Sorrentino

Alcune immagini dell’accoglienza in piazza e della cerimonia nella chiesa di San Giacomo (Foto di Alessio Vissani)

Foto di Francesco Carlini

 

 

 

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