L’Ordine dei giornalisti e l’Associazione stampa umbra per la scomparsa di mons. Bromuri: “Se ne va un giornalista attento e intelligente”

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Thumbnails.aspx_-545x371Monsignor Elio Bromuri, scomparso il 17 agosto dopo una lunga malattia, ha svolto negli anni un’intensa attività giornalistica come direttore de La Voce dal 1984. Iscritto all’Ordine dei giornalisti pubblicisti dell’Umbria, è stato anche premiato alcuni anni fa dall’Odg con un riconoscimento alla carriera. Così, oltre quello politico, anche il mondo giornalistico ha espresso il proprio cordoglio per la sua scomparsa.

L’Ordine dei giornalisti – “Apprendiamo con profondo dispiacere la notizia della scomparsa di monsignor Elio Bromuri, uomo di Chiesa, intellettuale e attento giornalista. Mancheranno a tutti noi la sua sensibilità, la sua capacità di leggere gli eventi, il suo senso umano”. Lo afferma l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria in una nota. “Direttore de La Voce dai primi anni ’80, monsignor Bromuri – prosegue l’Odg umbro – lascia un vuoto che non potrà essere colmato, ma al tempo stesso di lui ci rimarrà il frutto della sua attività, il ricordo dei suoi insegnamenti, nonché la sua attività giornalistica di cui nel tempo ci ha donato ampia testimonianza”.

L’Associazione stampa umbra – Anche l’Asu, Associazione stampa umbra, partecipa al cordoglio per la scomparsa di don Elio. “Don Elio – dice in nota Marta Cicci, presidente dell’Asu – derutese di nascita, ha rappresentato per Perugia e per l’Umbria, molte cose. Prete, parroco della prestigiosa parrocchia di Sant’Ercolano, strenuo sostenitore del dialogo interreligioso, studioso ed intellettuale di prim’ordine, giornalista. In questa ultima veste, ha diretto per molti decenni, senza mai ‘invecchiare’, il settimanale La Voce, un giornale cattolico, vivace, aperto, sensibile ai cambiamenti, che è stata una finestra aperta sulla regione e sul mondo. È una delle poche voci ‘antiche’ del panorama giornalistico umbro, che si mantiene indenne a dispetto della grave crisi dell’editoria. A don Bromuri il merito principale. Con lui, anche il mondo del giornalismo perde una figura di prim’ordine”.