L’Umbria piace anche su internet

Turismo. Buona la “web reputation” della nostra regione

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C’è la crisi, ma un settore dell’economia umbra, seppure con qualche difficoltà, continua a crescere. È quello del turismo, una risorsa che si può sfruttare meglio. Il 35 per cento degli italiani per organizzare una vacanza o un viaggio consulta internet, che ha in gran parte sostituito le tradizionali guide cartacee ed il passaparola di amici e conoscenti. Nei Paesi del Nord Europa e dell’America la percentuale è ancora più alta. La “caccia” per accaparrarsi turisti e nuovi clienti ormai si fa in Rete, soprattutto sui siti specializzati e social network.

Da una ricerca recentemente presentata a Perugia risulta che l’Umbria piace agli utenti di internet, che la trovano “autentica”, piena di “tesori da scoprire”, terra “tranquilla”, del buon vivere e della buona cucina. Sono le opinioni di chi vi è stato, ma anche dei tanti che ne hanno soltanto sentito parlare e che magari si scambiano giudizi e consigli in Rete.

Ebbene – ha detto l’assessore regionale al Turismo Fabrizio Bracco in occasione della presentazione della ricerca – adesso si tratta di “catturare” questi potenziali turisti con un’offerta che corrisponda a quella immagine per cui l’Umbria piace e con strutture e servizi che poi non deludano chi arriverà.

La ricerca, curata dalla società “Viralbeat” in collaborazione con il Centro studi di etnografia digitale di Milano, analizza le conversazioni in Rete durante e dopo il congresso dei travel bloggers svoltosi in Umbria nell’aprile scorso. In quella occasione 141 blogger di tutto il mondo hanno partecipato a sei itinerari tematici per i borghi, i musei, i parchi, le cantine e le feste folcloristiche dell’Umbria, organizzati dall’assessorato regionale al Turismo. Giudizi, commenti e scambi di opinioni che alla fine hanno coinvolto milioni di persone su Twitter, blog, forum, siti vari e su Facebook e gli altri principali social network.

La ricerca “netnografica” (neologismo che unisce “etnografia” e Net, la Rete) – ha spiegato Adam Arvidsson, professore di Sociologia della globalizzazione e nuovi media alla Statale di Milano, nonché condirettore del Centro studi di etnografia digitale – si è proposta, attraverso l’analisi del Web, di “catturare il modo di pensare e di agire delle persone reali. Internet infatti – ha detto – non è più una sfera a parte, ma è ormai interconnessa alla vita vissuta. I dati digitali rispettano le azioni ed i pensieri delle persone”.

Internet insomma consente l’“accesso intimo – ha proseguito – alla vita delle persone” e ci sono algoritmi in grado di entrare e di leggere i loro sentimenti positivi e negativi. Uno scenario anche inquietante, del quale però non si può non tenere conto nella promozione turistica. A questo proposito Alex Giordano, docente di Brand Reputation Management presso la facoltà di Economia dell’Università di Urbino, ha detto che si devono superare vecchi concetti di marketing, incapaci di cogliere ciò che gli utenti veramente vogliono ed il possibile mondo che desiderano trovare, e che la “netnografia” invece consente di mettere in luce.

“Siamo pronti a lavorare sulle analisi, spunti e suggerimenti emersi dalla ricerca e dal mondo della rete” ha aggiunto l’assessore Bracco. L’Umbria “aveva accumulato ritardi nella costruzione del suo brand [marchio promozionale, ndr] e la nostra decisione di puntare su questi strumenti corrisponde alla chiara strategia che abbiamo scelto di privilegiare l’innovazione e le nuove tecnologie, senza però dimenticare i media tradizionali”.

“Anche perché – ha spiegato – la promozione dell’on line rispetto agli strumenti tradizionali permette di raggiungere un pubblico più vasto con investimenti minori. Questa prima e moderna ricerca su quella che viene definita la web reputation dell’Umbria è però – ha detto ancora l’assessore – non un punto di arrivo ma solo un punto di partenza di un progetto che intende coinvolgere con incontri e seminari amministratori pubblici, operatori ed imprese per mettersi pienamente al passo di una competizione che è diventata globale”.

Perché piace

Il profumo dei tigli ed i giochi di luce tra nubi e pioggia: basta anche questo per parlare bene dell’Umbria su internet ed invitare a visitare quella che viene anche definita “la nuova Toscana, meno affollata, meno cementificata e più economica”. Una “tappa obbligata” per chi viene in Italia, situata a mezza strada tra Roma e Firenze e con la grande attrazione internazionale rappresentata da Assisi, la città di san Francesco e dei capolavori di Giotto. Una terra “piccina” , a misura d’uomo – si “cinguetta” (twitter) sulla Rete – un vero e proprio paradiso per gli amanti delle camminate rilassanti, di ritmi lenti e non frenetici, della cultura più profonda. Un “tesoro nascosto ricco di tesori nascosti”, dove è obbligatorio ritornare perché le cose da vedere e da gustare sono tante ed il poco tempo solitamente programmato dal turista nel suo primo viaggio in Umbria non è bastato

AUTORE: Enzo Ferrini