Madri (e cultura) in difficoltà

Il 5 febbraio si celebra la Giornata per la vita. Cosa si muove in Umbria?

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L’Umbria si conferma ai primissimi posti, se non al primo, per la percentuale di aborti. Nel 2003 su 7.115 bambini nati (dati Istat) nelle strutture sanitarie umbre sono state praticate 2.293 interruzioni volontarie della gravidanza (dati dell’Assessorato regionale alla Sanità). Il che significa che circa il 25 % di concepimenti ha come esito l’aborto. Eppure, lamenta il Movimento per la vita (Mpv), esiste ancora una scarsa sensibilità nei confronti delle iniziative del volontariato cattolico a favore della vita, sia da parte della società, sia dello stesso tessuto ecclesiale. Occorre, ribadiscono, una maggiore visibilità. In occasione della Giornata per la vita, del 5 febbraio, il Mpv ha in cantiere una serie di incontri e novità. Le passa in rassegna il presidente del Mpv umbro, Renzo Tettamanzi: ‘Un importante evento culturale si tiene a Spoleto il 27 e 28 gennaio. Si intitola ‘Spoleto per la vita e i giovani’. Venerdì 27 ha luogo una tavola rotonda che affronta la tematica da vari punti di vista: biomedico, sociale, nel Magistero della Chiesa. Il giorno 28, alle 9 di sera, si tiene invece un happening giovanile, con l’esibizioni di cori e bande musicali’. ‘A Città di Castello – continua Tettamanti – è stata organizzata una veglia di preghiera per domenica 5 febbraio; il tema sarà anche al centro della messa presieduta dal Vescovo. Sempre a Città di Castello, stiamo per aprire la nuova sede. Più avanti nel tempo, il 5 marzo, a Terni si terrà infine un grande meeting di riflessione per tutti i rappresentanti umbri del Mpv, centrato in particolare sugli effetti della pillola Ru486’. Movimento per la vita e Centri di aiuto alla vita (Cav) vengono spesso confusi. ‘Non possono fare a meno uno dell’altro. Il Movimento si occupa di affrontare i ‘vuoti culturali’: non solo l’aborto, ma anche la procreazione artificiale, l’eutanasia. I Cav invece si rivolgono alle necessità delle ragazze madri e delle famiglie in difficoltà. Lo scopo è sempre quello di difendere la donna, inclusa la sofferenza di colei che ha interrotto la gravidanza. Cercare di redimerla, perché un po’ tutti abbiamo bisogno di redenzione. Esistono poi vari altri servizi: le case di accoglienza, di cui un esempio molto positivo è Casa San Vincenzo a Perugia; il Progetto Gemma; il numero verde Sos Vita; il Telefono rosso, che offre consulenze alle donne in gravidanza che assumono farmaci dannosi per il feto’. Nei consultori pubblici non è gradita l’ipotesi di una presenza del Mpv, quasi che i volontari cattolici facessero indebite pressioni psicologiche sulle gestanti. I dati fotografano una situazione diversa: solo una donna su 6 o 7, di quelle che si rivolgono a voi, decide di tenere il bambino. ‘Non forziamo nessuno; semmai sono gli altri a non proporre neppure l’alternativa della vita. Il nostro fine non è di avanzare pretese al ministero della Sanità, ma di lavorare in modo professionale, sempre pronti ad affrontare i dibattiti e le ispezioni. Di tutte le donne che hanno scelto di portare a termine la gravidanza, nessuna si è pentita’.

AUTORE: Dario Rivarossa