Marcia PerugiaAssisi. La pace è impegno di tutti. Messaggi di Papa Francesco e di Mattarella

“Rivolgo di cuore il mio saluto ai partecipanti alla sessantesima marcia per la pace Perugia-Assisi, rallegrandomi perché il tema scelto quest’anno è ‘La cura come nuovo nome della pace’”. Lo dice Papa Francesco nel suo messaggio inviato ai partecipanti alla Marcia per la pace PerugiaAssisi, ai quali ha inviato anche la sua benedizione.

Marcia pace: di nuovo insieme dopo il Covid

La Marcia PerugiaAssisi, realizzata a 60 anni dalla prima marcia, si è svolta con una grande partecipazione da tutta Italia di persone comuni, gruppi e associazioni, studenti delle scuole che in preparazione della marcia hanno lavora sui temi della pace, i rappresentati degli Enti locali, e con la presenza di molti testimoni di impegno per la pace, tra cui Cecilia Strada, Mimmo Lucano, don Luigi Ciotti, p. Alez Zanotelli, e tanti altri. Tra i messaggi giunti ai partecipanti quelli del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il tema della marcia: prendersi cura di …

Il tema scelto per questa edizione “Cura è il nuovo nome della pace” è stato ripreso dal motto di don Milani “I care” (Mi prendo cura) che a conclusione della giornata i giovani del servizio civile della marcia hanno declinato nelle varie attuazioni: “I care”: ambiente, generazioni, pianeta, democrazia.

Mattarella: “La pace si può costruire dal basso”

“La pace non soltanto è possibile. Ma – scrive Mattarella – è un dovere per tutti – Stati, popoli, istituzioni sovranazionali, imprese economiche, forze sociali, cittadini operare per costruirla. La pace si può costruire dal basso, perché impone coerenza nell’agire quotidiano, nel linguaggio che si usa, nella solidarietà concreta verso chi ha minori risorse e maggiori bisogni, nel rispetto per gli equilibri della natura, nella capacità di prendersi cura di quanti si trovano in difficoltà”.
“La marcia di quest’anno – prosegue Mattarella nel suo messaggio – fa proprio il motto “I care”, che don Lorenzo Milani volle affiggere all’ingresso della scuola di Barbiana. Avere a cuore il proprio destino come quello dell’altro che ci sta accanto, come quello della persona lontana che però sappiamo essere a noi legata da una rete invisibile ma robusta, è la scintilla della cultura di pace che può sconfiggere l’egoismo, l’indifferenza, la violenza, la rassegnazione all’ingiustizia.”

Bassetti: la pace è un cammino che siamo chiamati a fare insieme

La giornata si è aperta al mattino a Perugia, ai Giardini del Frontone con i saluti di Flavio Lotti coordinatore della Tavola della Pace, e tra gli altri del Sindaco di Perugia Andrea Romizi, la presidente della Regione Donatella Tesei, l’arcivescovo di Perugia – Città della Pieve il Cardinale Gualtiero Bassetti.

“Mi unisco spiritualmente alla vostra marcia – ha detto il cardinale Bassetti . “Prendersi cura, chinarsi sugli altri, andare verso l’altro, risponde ad un grido che da più parti io sento levarsi. Io sento tanta gente che dice ‘non lasciatemi solo’. Prendersi cura, chinarsi – dice Papa Francesco – è l’opposto dell’indifferenza e della cultura dello scarto”.

“Don Tonino Bello  – ha proseguito il cardinale – diceva che ‘la pace è una conquista, la pace richiede lotta, impegno, sofferenza, tenacia. La pace prima che un traguardo è un cammino. Che tutti siamo chiamati a fare insieme”. Bassetti ha poi sottolineato che la pace è un cammino in salita che tutti insieme dobbiamo compiere concludendo che “la pace è la cura degli altri, diceva don Milani” portando poi i saluti di tutti i vescovi d’Italia.

Sorrentino: da Papa Francesco un messaggio autografo

Il messaggio di Papa Francesco, che porta la data del 4 ottobre, festa di San Francesco,  è stato letto dal vescovo di Assisi-Nocera Umbra – Gualdo Tadino mons. Domenico Sorrentino dalla loggia del Sacro convento di Assisi.

Il messaggio di quest’anno, ha detto Sorrentino, è firmato dallo stesso Papa, “ed ho capito perché – ha aggiunto – ed è perché gli sta particolarmente a cuore il messaggio che avete scelto: ‘icare’, ‘mi prendo cura’”.

Questo messaggio autografo, ha concluso Sorrentino, “è segno di una attenzione premurosa del Santo Padre per tutti noi, per tutti voi, e questo ci sia di incoraggiamento a camminare nella via della pace, nella via della cura. Buon Cammino!”.

Le testimonianze a conclusione della marcia

La giornata si è conclusa come al solito alla Rocca Maggiore di Assisi con alcune testimonianze (puoi ascoltarle rivedendo il video su Facebook)

 

 

Parisi: dalla nostra petizione il blocco delle bombe destinate allo Yemen

Nei saluti finali il sindaco di Assisi Stefania Parisi ha ricordato la decisione di Papa Francesco di firmare proprio in Assisi la “Fratelli tutti”.

“Tutti dobbiamo condannare quello che è successo ieri a Roma ai danni della Cgil, da Assisi, – ha detto Stefania Parisi – terra di Francesco, parta un messaggio di libertà, di democrazia, di fraternità.

Un anno fa il Papa venne qui a firmare l’enciclica Fratelli tutti. Un momento di grande impatto come il messaggio che il Santo Padre ha inviato poco fa augurandoci un cammino di cura e di pace”.

“Ognuno di noi  – ha aggiunto – può fare qualcosa per la pace, noi come consiglio comunale approvammo una mozione che ha portato poi al blocco delle bombe destinate allo Yemen. Ogni gesto può cambiare il mondo e da Assisi città messaggio lanciamo un augurio di pace”.

Francesco: prendersi cura è segno dei tempi positivo

È “scandaloso”, scrive Papa Francesco nel messaggio inviato ai partecipanti alla Marcia per la pace PerugiaAssisi, che ancora oggi “gli Stati spendono enormi somme di denaro per gli armamenti, mentre nelle Conferenze internazionali si proclama la pace, distogliendo di fatto lo sguardo dai milioni di fratelli e sorelle che mancano del necessario per vivere o trascinano un’esistenza indegna dell’uomo”.

“Per questo – esorta Francesco – è più che mai necessario camminare sulla via della cura: non una volta all’anno, ma ogni giorno, nel concreto della vita quotidiana, con l’aiuto di Dio che è padre di tutti e di tutti si prende cura, perché impariamo a vivere insieme da fratelli e sorelle. Con questa viva speranza invoco l’intercessione di San Francesco d’Assisi e invio a tutti la mia benedizione”.

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