Quando a messa sono presenti i bambini

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Caro don Verzini, in alcune parrocchie ho visto i bambini leggere la Preghiera dei fedeli, in altre solo adulti. Ci sono regole per quanto riguarda i lettori?

La figura del lettore è regolata, come tutta la celebrazione eucaristica, dall’ Ordinamento del Messale romano, e dallo stesso Messale. Chiaramente si riferisce perlopiù al lettorato “istituito”, cioè a quegli uomini che attraverso il rito d’istituzione vengono abilitati alla proclamazione della Parola di Dio nella liturgia. Già da qui possiamo però capire come questo non rispecchi la situazione odierna. Infatti nelle nostre assemblee tutti proclamano la Parola, uomini, donne, talvolta bambini, ma comunque non “lettori istituiti” bensì lettori “straordinari”, il che, di per sé, non è un problema. Qualora manchi il lettore istituito anche i fedeli, debitamente preparati, possono proclamare le letture e le preghiere dei fedeli.

La sua domanda però pone un altro problema, quello della presenza dei più giovani nelle nostre assemblee. Parlo in termini di problema non perché la presenza di bambini lo sia, ma perché ci si pone come comunità cristiana un impegno nell’accogliere anche in assemblea le giovani generazioni. Questo non significa solo averli sparsi nell’aula liturgica, ma anche renderli in qualche maniera partecipi della celebrazione. Infatti il compito che ci è dato dal giorno del battesimo di ogni bambino è di essere una comunità che accoglie, e chiaramente questa missione è rispettata se lo siamo anche in quanto assemblea che celebra.

Per questo credo che siamo chiamati ad “iniziare” i bambini alla liturgia, educandoli al valore e all’importanza della celebrazione con la celebrazione stessa. Da una parte noi adulti, compiendo i gesti rituali per bene, possiamo dare testimonianza su come si celebra ed educare – senza troppo parlare – i più piccoli.

Dall’altra, sappiamo che per coinvolgere i bambini c’è bisogno anche di renderli un po’ protagonisti delle azioni che si compiono, per questo anche nella liturgia possiamo dedicare talvolta alcuni semplici servizi ai bambini, secondo le loro capacità.

Diverse volte ho visto celebrazioni dedicate solo ai bambini e a misura di bambino, ma possono accadere solo una tantum, per evitare che si crei la presenza di due comunità differenti, quella dei piccoli e quella dei grandi, con celebrazioni differenti. Pur non essendo strettamente normato ciò che abbiamo detto finora, credo che compito dei Pastori, insieme a tutti i soggetti che entrano in gioco nell’educazione delle giovani generazioni, è quello di trovare i modi giusti per iniziare i bambini alla liturgia, rispondendo all’invito di Gesù: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite” (Mc 10,14), senza però snaturare la celebrazione che la Chiesa ci ha consegnato.

 

AUTORE: Don Francesco Verzini

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