Ha disubbidito alla mamma

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DON ANGELO fanucciCe l’ha la Francia, l’ha introdotta nel 1981 Mitterrand, l’ha ridotta Sarkozy, l’ha aumentata di nuovo Hollande. Ce l’ha la Svizzera, ce l’ha la Norvegia, ce l’ha la Spagna. La Gran Bretagna non ce l’ha mai avuta, ma Cameron ci sta pensando. La Germania ce l’ha avuta fino al 1995, poi l’ha abolita con un referendum, ma l’Spd vuole reintrodurla entro il 2014. Negli Stati Uniti non esiste una tassa patrimoniale, ma vengono tassate molto le successioni e gli immobili.

E perché mai non dovrebbe esserci anche in Italia, una tassa patrimoniale? Me lo chiedevo qualche sera fa, mentre, in compagnia di un vecchio amico che ha per tanti anni ha insegnato Economia in una facoltà universitaria, stavo seguendo un servizio di La7 su questo argomento.

La tassa patrimoniale è una tassa che viene calcolata sul patrimonio del contribuente, non sul reddito. Una tassa, quindi, che grava sulla ricchezza che sta ferma, non sui flussi di denaro, sulla ricchezza che si muove e produce altra ricchezza. Con “patrimonio” si intendono gli immobili e i terreni posseduti, il risparmio depositato in banca; la tassa sulla casa, l’Ici, eliminata da Berlusconi nel 2008 e reintrodotta da Monti nel 2011 come Imu, è una forma di patrimoniale. Non ci rientrano invece la tassazione sul capital gain e sulle rendite finanziarie: ci ha pensato il decreto “Salva Italia” di Monti ad aumentarle dal 12,5% al 20%, lasciando il 12,5% solo sui titoli di Stato.

L’altra sera ho seguito su La7 un discorso estremamente interessante in proposito, condotto da un big della finanza, punzecchiato a dovere da Luca Telese; un discorso che s’è concluso con la stupefacente affermazione che una patrimoniale di 80 milioni di euro salverebbe l’Italia senza danneggiare in maniera sensibile i proprietari dei grandi patrimoni ai quali venisse applicata.

“Ma è vero?”, ho chiesto all’amico economista che era con me. “Sì, è vero!”. “Ma… e chi è che si oppone?”. “Sono quei vecchi signori straricchi che vengono a messa la domenica, e puntualmente lasciano cadere 50 euro nella buzzarella, e tu ne godi”. “Io… forse sì, ma loro… loro non sentono l’enorme responsabilità del loro rifiuto di salvare, con un sacrificio minimo, migliaia di fratelli dalla disperazione?”. L’amico si è stretto nelle spalle, e uno sbrego di tristezza gli attraversava il volto.

Sono andato a letto amareggiato. E ho sognato. Ho sognato uno di questi vecchi signori, nell’atto di chiedermi se potevo confessarlo.

“Il Signore sia con voi e vi aiuti… Quanto tempo è? Quale il peccato che maggiormente vi pesa?”.

Ci ha pensato un po’. “Ho disubbidito alla mamma!”. Silenzio. “Scusate, ma la vostra mamma è ancor viva?”. “Uuuh! È veeeerooo! È morta 42 anni fa, ma ormai avevo preso l’abitudine di confessarmi così!…”. Disubbidito alla mamma. Forse cedendo un attimo alla tentazione di accettare la patrimoniale.

AUTORE: Angelo M. Fanucci

1 COMMENT

  1. Dott Fanucci
    come è vero ciò che lei scrive! Non sono ricca ma ho pagato volentieri per il mio appartamento di 90 mq euro 8oo l’anno scorso,pensando che famiglie molto più abbienti di me contribuivano nella mia zona in modo molto più consistente
    L’abolizione di questa tassa non ha reso me più ricca e soprattutto ha fatto un regalo a chi già ha molto più del necessario
    Se quei soldi sono veramente necessari allo stato per garantire servizi non è da PAZZI aver abolito l’IMU per dare un contentino a quell’incapace e ipocrita di Brunetta che come gli altri del PDL si attacca al Puparo per continuare a vivere alle nostre spalle?
    Considerando poi che è stata già annunciata la tassa sostitutiva che sarà sicuramente più alta quale beneficio abbiamo avuto dalla soppressione dell’IMU? La domanda va girata ovviamente a Brunetta

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