Musica, teatro e danza di alti livelli

Conclusa l'edizione 2001 di Todi Arte Festival

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Il concerto al Teatro Comunale del compositore René Clemencic ha concluso in bellezza l’edizione 2001 di Todi Arte Festival con una mirabile esecuzione dello “Stabat Mater” scritto appositamente per il festival. Il concerto del gruppo musicale “Clemencic Consort” ha sugellato mirabilmente il programma musicale della manifestazione tuderte: un cartellone che rispetto alle edizioni precedenti ha dimostrato maggiore originalità nonostante il budget ridotto. Senza dubbio, con qualche piccola eccezione, il programma presentato quest’anno è stato il migliore degli ultimi tre anni, quelli della nuova gestione affidata a Simona Marchini. Si è prodotto musica, teatro e danza, a livelli alti, persino internazionali, ad esempio con il Quartetto per chitarre e orchestra d’archi di Leo Brouwer che, tra l’altro, a Todi ha girato un film, “Diario Italico” di prossima presentazione al Festival di Torino. Oppure con la bella “Traviata”, una inattesa edizione di buon livello, raro per chi ha poco tempo a disposizione per la messa in scena e altrettanto poche risorse economiche da investire. La sezione danza ha regalato al pubblico del festival la splendida Maratona Internazionale dedicata al centenario della morte di Giuseppe Verdi, presentando in Piazza del Popolo coreografie originali e la presenza in palcoscenico della divina Carla Fracci. Se la sezione musica, affidata a Massimo Fargnoli, quest’anno è stata veramente innovativa e straordinaria per la presenza di autori famosissimi e per le loro composizioni presentate in prima assoluta, la sezione prosa, diretta dal regista Patrick Rossi Gastaldi si avvia a ritrovare la strada tanto amata dai giovani autori e registi, quella della palestra dove scaldarsi i muscoli e dimostrare le proprie capacità. Molto apprezzata la commedia inaugurale “La Bella e la Bestia” con Simona Marchini diretta da Jerome Savary e il testo di Angelo Longoni “Xanax” interpretato da Amanda Sandrelli e Blas Roca Rey. Per la prossima edizione ci sono in cantiere progetti ambiziosi: cercare autori e testi nuovi, anche all’estero e utilizzare spazi meno canonici. Per esempio uno spettacolo da realizzare nell’intera Piazza del Popolo impiegando come attori anche i tuderti. L’intenzione della Marchini per il futuro è quella di intrecciare sempre più le arti, perché gli artisti di ogni genere dialoghino tra loro.

AUTORE: Luca Verdolini