Necessario per la scuola dare una chiara proposta formativa

Riforme scolastiche: se ne è parlato in un convegno organizzato a Perugia

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E’ stato scritto da studiosi di scienze sociali che l’attuale società “sta andando incontro a un colossale problema educativo”. Da qui nasce un rinnovato impegno di riflessione culturale e di progetto politico (lo testimoniano i vari tentativi di riforma degli ultimi anni, che giungono in porto a piccole e contraddittorie dosi), per correre al capezzale di quello che è l’unico terreno comune fra famiglia, agenzie educative e scuola stessa, perché l’istituzione scolastica sia ciò che dev’essere, scuola per la persona e per le persone. Quanto mai opportuna è, allora, l’iniziativa della Pastorale scolastica e dell’Aimc – Uciim di Perugia, con il convegno su “Riforma scolastica e cambiamenti culturali – l’educazione: questione centrale”, che ha visto la presenza dell’arcivescovo mons. Chiaretti, della prof.ssa Dominici, Dirigente scolastico regionale, del prof. Savelli e di numerosi docenti e dirigenti scolastici non solo del capoluogo, ma anche di altre città della regione, a testimonianza dell’importanza del tema ed anche dell’attenzione speciale che la Chiesa, da sempre, attribuisce alla questione scolastica e formativa in generale, consapevole che il vangelo ha molto da dire, attraverso una cultura cristianamente ispirata, all’azione educativa. Relatore dell’incontro è stato il prof. Giuseppe Savagnone, docente a Palermo e membro di diverse commissioni ministeriali, che, in un’ampia relazione ha tratteggiato lo scenario dell’attuale complessità socio-culturale, con i nuovi valori emergenti, a cui la scuola è chiamata a far fronte con il coraggio di una chiara proposta educativa. Al declino delle grandi istituzioni, alla crisi della famiglia ed al venir meno di un tessuto etico condiviso ed indiscusso, si accompagna un pluralismo che scivola verso una crescente frammentazione, con la fatica di individuare sia per chi educa, che per chi viene a trovarsi in stato di formazione, dei punti di riferimento chiari: ” non c’è più differenza fra le posizioni, nella scuola i grandi problemi non si discutono più; anche la riforma fatica a nascere, perché sui valori non si discute più”, ha affermato il relatore. Che ha aggiunto: “Cambia la qualità della vita, si punta solo ad un benessere fisico, psichico e sociale a misura dell’individuo. Con la stessa scuola si contratta: attraverso le tante opportunità dei Pof (Piani offerta formativa) si deve scegliere fra un eccesso di proposte, ma il ragazzo, spesso, non esprime più alcun vero desiderio”. I valori che pure emergono e sono sentiti in questo contesto giovanile, come l’autonomia di giudizio, la libertà, l’autenticità, l’autorealizzazione, la comunicazione, se da un lato non fanno rimpiangere un paternalismo che faceva calare dall’alto i modelli, dall’altro sono però proposti in ambito scolastico con la logica del mercato (Offerta formativa allude a quello, fa notare Savagnone), ma la scuola non è più, nella sua vera essenza, una comunità profonda, radicata nel passato (la memoria) e capace di progettare il futuro. “Recuperare l’idea di tradizione, non la scuola conservatrice, ma come un deposito assunto creativamente; una dimensione comunitaria progressiva che ci liberi dall’ossessione del passato e dalla frammentazione”, ha affermato il relatore. Che ha lanciato un appello, soprattutto a quanti si riconoscono nella fede cristiana: “Molti cattolici hanno paura di non essere neutrali e non fanno emergere tale identità. Non si può essere neutrali, perché è la posizione meno oggettiva. Niente, al contrario, è più salutare oggi della proposta e del gusto delle idee”. Per reagire al clima attuale, la scuola deve proporre discussione, dibattito, ben oltre un minimo comune denominatore, restituendo il gusto profondo dello stupore, che fa aprire gli occhi sulla realtà, e stimola la ricerca della verità. Tra l’indifferenza e la logica del mercato c’è un vuoto che può essere colmato da una presenza creativa, attiva e responsabile, che è una vera e propria vocazione che la Chiesa intende rilanciare e sostenere, perché la via educativa è un tracciato preziosissimo, capace di trasformare le molteplici occasioni della fatica e della bellezza di vivere in dignità. Al riguardo, merita di essere segnalata e sostenuta l’iniziativa di formazione della Scuola di formazione per la pastorale della scuola che, dal 15 marzo al 12 aprile, per cinque sabati consecutivi, dalle 16,30 alle 18,30, si terrà al Mater Gratiae di Montemorcino a Perugia.

AUTORE: Luca Oliveti