Nessuno è più onorato di lui

Perugia. Festa liturgica per sant’Ercolano. La celebrazione in cattedrale è stata presieduta da mons. Giuseppe Chiaretti

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Non è stata molto partecipata quest’anno la festa di sant’Ercolano (7 novembre) essendo un giorno feriale e tuttavia ha avuto alcuni momenti di vivace interesse nella chiesa dell’Università e nella cattedrale di San Lorenzo. Un altro momento significativo si avrà nella chiesa che porta il nome del Patrono domenica prossima (ore 10.30) in cui si risentirà, dopo qualche tempo, il coro Sant’Ercolano diretto da Enrico Bianchi.

Bonfigli, sepoltura di sant’Ercolano (particolare)

La celebrazione principale è stata presieduta dal vescovo emerito mons. Giuseppe Chiaretti, in assenza dell’arcivescovo Bassetti, in pellegrinaggio diocesano in Terra Santa. Era presente anche l’assessore Ilio Liberati in rappresentanza del sindaco che ha inviato il suo labaro portato dai Vigili urbani in segno di solenne ufficialità. Per l’Università era presente il prorettore Antonio Pieretti, alcuni docenti e studenti insieme al Coro universitario, diretto da Maria Alunni Pini, che ha eseguito canti liturgici molto appropriati e suggestivi.

L’omelia di Chiaretti è stata puntuale e documentata facendo riferimento alla storia del Santo, quale buon pastore che dà la vita per le sue pecore, come dice il Vangelo, e alla devozione che la città di Perugia gli ha sempre riservato lungo i secoli senza interruzione. Nessun santo è stato onorato dai perugini come Ercolano. I cittadini e non soltanto i fedeli, lo hanno percepito e sentito loro protettore in vita e in quella morte atroce che ha subito per essersi pienamente coinvolto con le sorti di tutta la popolazione, difesa prima contro sfruttatori e usurai, in quanto defensor civitatis e poi contro i Goti invasori guidati dal terribile Totila.

La morte di Ercolano risale all’anno 547 ma mai in nessun periodo di tempo è stata dimenticata la sua santità. Dell’onore a lui dovuto è visibile testimonianza la bella e originale chiesa ottagonale che porta il suo nome fatta erigere dalle autorità cittadine nei primi del Trecento nel luogo del suo martirio. Mons. Chiaretti ha dedicato un incisivo passaggio allo Studium perusinum di cui Ercolano è patrono quando ha affermato la necessità dello studio e della ricerca sia nel campo delle scienze che in quello dell’etica. Oggi, ha affermato Chiaretti, c’è un grande vuoto di cultura della responsabilità morale ed è necessario avvertire e formare le coscienze per arginare il male che dilaga nella nostra società.

C’è stato anche un momento di riflessione culturale molto specifica sul significato della festa che si è svolto nella stesso giorno nella Sala del dottorato con la partecipazione del filosofo prof. Massimo Donà e della teologa Simona Segoloni sul significato filosofico e biblico della festa. Un discorso ampio e complesso nel quale è stato messo a confronto il concetto di festa nel modello culturale che ha radici nella filosofia greca e giunge fino al pensiero moderno e il modello culturale che ha origine dalla concezione biblica della creazione secondo il racconto del libro della Genesi ove si dice che il settimo giorno Dio cessò da ogni opera.

AUTORE: E. B.