No all’eucaristia “self-service”!

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Caro don Verzini, mi è capitato di vedere a una messa che alcuni fedeli si accostavano alla Comunione prendendola da soli. Dopo quell’occasione, in realtà, non l’ho più rivisto. Volevo quindi chiederle se è possibile per noi fedeli laici accostarci, nella messa, all’eucarestia da soli, senza che ci venga data dal sacerdote?

C. G.

Gentile lettore, l’ Ordinamento generale del Messale romano ci dà un’indicazione puntuale su questo al n. 160: “Non è permesso ai fedeli prendere da se stessi il pane consacrato o il sacro calice, tanto meno passarselo di mano in mano”. Come il documento appena citato, anche l’istituzione Redemptionis sacramentum, riprendendo l’ Ordinamento, ribadisce il divieto esplicito, aggiungendo inoltre che “va rimosso l’abuso che gli sposi durante la messa nuziale si distribuiscano in modo reciproco la santa Comunione” (n. 94). Quest’ultimo abuso, mi permetto di citarlo, dato che è una cosa vista da me personalmente.

Ora, si tratta di capire come mai venga vietata questa prassi, quali possano essere le motivazione sottese. Nei racconti di istituzione dell’eucarestia riportati dai Vangeli sinottici e dalla Prima lettera di Paolo ai fedeli di Corinto, i gesti e le parole che Gesù fa e pronuncia sul pane lasciano intendere che colui che dà il pane sia Gesù stesso: “E, mentre mangiavano, [Gesù] prese il pane e recitò la preghiera di benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: Prendete, questo è il mio corpo” ( Mc 14,22).

Le parole e le azioni lasciano trasparire come non erano i discepoli, e quindi non siamo noi, ad appropriarci del corpo del Signore, ma è lui che si dona liberamente e noi lo riceviamo. Anche i due verbi ‘dare’ e ‘prendere’, utilizzati uno dopo l’altro, lasciano intendere quanto detto. Tommaso d’Aquino ci viene in soccorso dedicando alla domanda “Se la distribuzione di questo sacramento spetti solo al sacerdote”, l’articolo 3 della questione 82, contenuto nella terza parte della Summa theologica, adducendo alcune motivazioni sulla competenza del solo sacerdote a distribuire l’eucarestia.

Il teologo medievale anzitutto ricorda che il presbitero, consacrando “in persona di Cristo”, come consacra da sé il pane, così lo dispensa ai fedeli, perché Cristo consacrò il pane e lo diede ai suoi discepoli. Inoltre, poiché il ministro ordinato è costituito come intermediario tra Dio e il popolo, come presenta a Dio le offerte del popolo stesso, così presenta al popolo i doni che Dio gli dà.

Tentando di concludere: il gesto di attendere che sia il ministro ordinato a darci la Comunione non solo è una prassi antichissima che abbiamo cercato di motivare, ma sottolinea il fatto che Colui che riceviamo è un dono gratuito: ci viene elargito, non ci appartiene, ma lo posso ricevere perché Colui che in quel pane è significato ha stabilito di donarsi all’uomo attraverso l’eucarestia.

 

AUTORE: Don Francesco Verzini

1 COMMENT

  1. Buona sera si è capitato anche a me ho visto gli altri fedeli prenderla senza farsi problemi a me personalmente mi ha messo molto a disagio e non lo farò più ma se il parroco insiste cosa posso fare?io non vorrei allontanarmi dalla mia parrocchia grazie

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