Non solo festa dei lavoratori ma occasione di solidarietà

Martedì 1'maggio / Tema di riflessione e dibattito "Dai lavori al lavoro stabile per tutti"

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La realtà della globalizzazione, in pochi anni, ha profondamente cambiato le prospettive del lavoro umano, incidendo in modo consistente, e non sempre in meglio, nei rapporti tra le varie categorie di lavoratori e tra i vari settori delle attività umane. Le problematiche connesse a tale fenomeno sono state al centro del Giubileo dei Lavoratori celebrato il Primo maggio 2000 a Roma, a Tor Vergata. In tale occasione Juan Samavia, Presidente dell’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro), porgendo il saluto a Giovanni Paolo II, si è fatto interprete dell’inquietudine profonda che sta segnando il vasto mondo del lavoro: “Santità, noi riuniti qui oggi rappresentiamo varie dimensioni del mondo del lavoro. Tuttavia, al di là delle nostre diverse prospettive, condividiamo una comune responsabilità, quella di offrire a ciascuno un lavoro dignitoso – un lavoro decente per tutti – nella travagliata economia globale del giorno d’oggi. Noi dobbiamo porre rimedio all’enorme sensazione di insicurezza che pervade le case di così tante famiglie in tutto il mondo. Si tratta di una lotta globale per la dignità umana. Cosa dobbiamo fare?”.

Tali problematiche vengono riprese quest’anno, in occasione della Giornata diocesana della Solidarietà con il Mondo del Lavoro che la Chiesa di Perugia – Città della Pieve celebra il Primo maggio 2001 in sintonia con la Chiesa italiana. Il tema prescelto “Dai lavori al lavoro stabile per tutti” è di grande attualità anche in Umbria e a Perugia. L’intento è quello di far emergere la complessità dei fenomeni connessi alla globalizzazione dell’economia: da una parte le nuove opportunità per affrontare e risolvere il problema di uno sviluppo più equo e generale su scala mondiale e dall’altra i gravi inconvenienti che sta generando ai diversi livelli. Vi è l’esigenza, infatti, in una stagione storica nella quale il rendimento economico del capitale sembra prevalere sul lavoro, di coniugare l’efficienza dell’innovazione tecnologica con l’equità e il rispetto dei lavoratori. La situazione è sotto gli occhi di tutti. I più vivono uno stato d’animo di estraneità rispetto a processi di cui non si comprendono il significato e la portata. La sensazione più diffusa che si coglie è quella di un certo disorientamento rispetto ai fenomeni in atto e di una certa impotenza a governarli. Va inoltre accrescendosi una certa disaffezione verso il proprio lavoro e verso l’Azienda o l’Ente di appartenenza.

Pertanto, con la celebrazione del Primo maggio 2001, la Chiesa vuole innanzitutto ribadire la dignità della persona che lavora ed esprimere la propria solidarietà nei confronti di chi il lavoro non riesce a trovarlo o l’ha perso o svolge troppo a lungo un lavoro precario o addirittura irregolare. Il Primo maggio 2001, inoltre, è l’occasione per proporre anche a Perugia la priorità dell’occupazione giovanile e dare risalto al Progetto “Policoro”, appena avviato dalla Chiesa in Umbria, che si prefigge un’opera di evangelizzazione e di promozione umana nei confronti dei giovani in cerca di prima occupazione o già inseriti, spesso in modo precario o irregolare, nel mondo del lavoro. La manifestazione più significativa della Giornata diocesana sarà tenuta quest’anno dall’Ufficio diocesano per i Problemi sociali e il Lavoro, la giustizia e la Pace, in stretta collaborazione con le parrocchie della 1.a Unità pastorale della 2.a Zona pastorale, presso il CdP (Circolo dipendenti Perugina) di Sant’Andrea delle Fratte. Alle ore 17 si terrà la Celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Giuseppe Chiaretti a cui seguirà, alle ore 18,30, un momento conviviale. Un’occasione di preghiera, di celebrazione, di riflessione e di festa a cui sono invitati a partecipare i lavoratori, gli imprenditori, i rappresentanti sindacali – in particolare delle aziende della Zona industriale in cui si svolgerà la celebrazione – unitamente alle associazioni laicali d’ispirazione cristiana operanti nel sociale. Naturalmente l’iniziativa è aperta a quanti desidereranno vivere un Primo maggio significativo.

AUTORE: Pasquale Caracciolo