Occupazione a picco in Alta Umbria

Economia. La crisi occupazionale in una drammatica analisi della Cgil dell’Alta Umbria

Tempo di lettura: 126 secondi

La crisi occupazionale-produttiva che coinvolge l’Eugubino e l’Alto Chiascio è sempre più pesante. Tutti i settori sono in sofferenza: dall’edilizia al commercio, dal ricettivo al ristorativo, dalla logistica alle imprese. Non si salvano neppure “nicchie” che spesso hanno rappresentato una ciambella di salvataggio, come ceramica ed artigianato in genere.

È preoccupante la situazione delineata dall’analisi della Cgil Alta Umbria, diffusa da Alessandro Piergentili, operata con le domande di cassa integrazione in deroga inoltrate alla Regione. Alla data del 30 maggio il ricorso agli ammortizzatori sociali è stato richiesto da 125 aziende eugubine, per 431 dipendenti. Questi i settori (tra parentesi unità produttive e dipendenti): agricoltura (3-9), tessile-abbigliamento (9-85), carta e stampa (5-14), trasformazione minerali non metalliferi (7-15), metalmeccanico (6-19), industria legno-mobili-chimica (6-18), edilizia (26-58), commercio (23-68), ricettivo-ristorativo (13-50), logistica alle imprese (27-95). Come se non bastasse “ci sono diverse aziende, anche importanti – scrive Piergentili – che hanno fatto richiesta di Cig per altri 386 lavoratori”.

Per quanto riguarda le aziende e le maestranze degli altri Comuni dell’Alto Chiascio, sono 49-195 a Gualdo Tadino, 24-138 in quelli della Fascia (Scheggia-Sigillo-Costacciaro: 24 aziende, 138 maestranze). Globalmente i numeri parlano di 198 unità produttive e 764 dipendenti. L’analisi purtroppo non finisce qui. Altre richieste di cassa integrazione sono in arrivo per ben 743 dipendenti “cui vanno aggiunti – prosegue Piergentili – i 1.480 che sono in mobilità o iscritti ai centri per l’impiego come disoccupati”.

Il sindacalista lancia un allarme preoccupante: “Ci sono seri rischi che interi comparti e il lavoro scompaiano drasticamente”. In primo piano l’edilizia (i 1.000 dipendenti eugubini iscritti alla cassa edile oggi sono 600, di cui buona parte in Cig), “il drastico ridimensionamento delle aziende di ceramica a Gualdo Tadino”, i problemi del turismo, la situazione di aziende come A. Merloni, Faber, Sirio ecologica, Vispi, Sicap, Brunelli, che si traduce nella perdita di 2.000 posti di lavoro.

È a questa situazione drammatica che si deve far riferimento anche e soprattutto a livello di civica amministrazione, mettendo da parte una litigiosità fine a se stessa che non aiuta a crescere, per guardare con preoccupata attenzione al territorio ed alle sue invocazioni, alle popolazioni e non alle elezioni.

Bilancio comunale

Al termine di una seduta lunghissima, il Consiglio comunale di Gubbio ha approvato con i soli 13 voti del centro-sinistra il bilancio di previsione 2012. Hanno votato contro le minoranze, è uscito anzitempo per protesta “Gubbio comunista resiste”, si è astenuto Di Bacco del Gruppo misto. Ammonta a 65.554.401,29 euro: 26.422.045 le spese correnti, 24.439.220 quelle in conto capitale, 9.943.134 i rimborsi prestiti. Le entrate tributarie sono 18.027.697, le extratributarie 9.460.448, contributi e trasferimenti 2.409.099, quelle per alienazioni 21.848.519, 8.608.635 quelle derivanti da accensioni prestiti.

AUTORE: Giampiero Bedini