Oratori. La formazione degli animatori si fa personale

La pandemia ha reso impossibile realizzare incontri formativi in presenza, incontri che, in particolare quando erano rivolti agli animatori dei Grest e degli oratori, erano caratterizzati da un alto numero di giovani partecipanti.

La Pastorale giovanile della Diocesi di Perugia-Città della Pieve, con il Coordinamento oratori e il comitato locale Anspi, ha scelto di non stare ad aspettare la fine dei lockdown per riprendere come prima, ma ha avviato, o meglio ha dato concretezza a un processo di cambiamento di cui già nel 2017 si erano poste le basi.

Lo ricorda don Daniele Malatacca, seminarista diacono, delegato Anspi alla formazione e componente dell’equipe diocesana Coordinamento oratori. “Nel 2017 la Pastorale giovanile nazionale ha organizzato il XV Convegno dedicato alla figura dell’educatore.

Il lockdown e la scelta di puntare su “la cura e l’attesa”

Il nostro progetto – spiega don Daniele – riprendendo il titolo di quel convegno, ‘la cura e l’attesa’, vuole farsi accanto ai tanti oratori della nostra diocesi visitando le zone pastorali attraverso l’ascolto, la formazione, la progettazione condivisa e la comunione”.
“La tentazione che può presentarsi oggi – aggiunge – è pensare che dobbiamo aspettare la fine della pandemia per ripartire; invece, questo tempo è un tempo che ci chiede di andare in profondità, di prendere consapevolezza dei nostri punti di forza e delle nostre fragilità e da lì, ripartire insieme. Nonostante la fatica e le difficoltà può diventare un tempo di grazia: questo è il tempo della cura e dell’attesa. Non un’attesa fine a se stessa, ma un’attesa capace di generare nuovi inizi”.

Per questo hanno dato vita a un progetto di formazione degli educatori diffuso sul territorio diocesano, in collaborazione con i parroci e con il contributo della cooperativa sociale Pepita Onlus che opera nel campo dell’educazione con i suoi educatori professionali che affiancano e sostengono le diocesi e le parrocchie nella formazione degli educatori.

Il progetto, spiega don Malatacca, “era pensato in presenza, ma vista la situazione abbiamo riorganizzato i contenuti in modo da poterli affrontare online. Non appena sarà possibile visitare personalmente gli oratori saremo a disposizione con degli educatori sul campo aiutando gli oratori nella progettazione che sarò su misura per ogni realtà”.

La collaborazione di educatori professionali

In questi giorni è iniziata la formazione on line curata da Pepita, che da oltre 15 anni è attiva sul territorio umbro e da più di 5 anni – spiega Diego Buratta, responsabile della cooperativa – lavora e collabora in progetti con la Diocesi di Perugia-Città della Pieve.
“La diocesi ha voluto investire in questo progetto perché ha sentito l’esigenza di ritornare proprio nelle parrocchie, ci ha proprio chiesto – sottolinea Buratta – un progetto dove c’era bisogno di andare nelle parrocchie, con una tipologia di accompagnamento vicina alle persone”.

In cosa consiste il progetto, e quale è il compito dei quattro educatori di Pepita impegnati nel progetto? Il progetto, spiega Buratta, prevede un accompagnamento dei giovani tra i 18 e i 25 anni, che hanno dato la disponibilità a impegnarsi negli oratori e quindi ad assumersi delle responsabilità.

L’educatore: chi è?

Il lavoro, al momento on line, prevede una prima fase in cui si aiutano i giovani a “riflettere sulla loro persona e sul loro essere educatori per aiutarli a capire se anche l’educatore può essere una tipologia di servizio che cercano nella loro realtà parrocchiale”. L’educatore, aggiunge Buratta, “parla il linguaggio dell’animazione ma non solo, ha un linguaggio anche economico occupandosi del budget per i progetti, ma parla anche di pastorale”.

Rispetto all’animatore dei Grest, l’educatore ha – quindi – maggiori responsabilità e anche per questo è stato chiesto ai parroci che ci venissero inviati non tutti i ragazzi dai 19 ai 25, ma ragazzi ‘pensati’ per un progetto”. Questi ragazzi saranno formati per una progettazione “che non è fatta solo del ‘creo l’evento e come lo faccio’, ma è data anche da obbiettivi educativi, da un budget economico, e da diversi fattori che devono essere tutti di supporto al progetto calato nella propria realtà”.

Le tappe: prima le persone poi i progetti per gli oratori

Il progetto formativo della Pastorale giovanile diocesana, Coordinamento oratori e Anspi, è rivolto ai giovani tra i 18 e i 25 anni anche per dare una particolare attenzione e sostegno ai giovani che soffrono per le limitazioni imposte dalla pandemia.
In questo periodo è iniziata la parte formativa in tutte le sette zone pastorali coinvolgendo nel totale un centinaio di giovani che hanno deciso di fare questo percorso fino a giugno.
“La formazione prevede 3 o 4 incontri e durerà all’incirca fino alla fine di marzo. Poi già da metà marzo cominceremo con un educatore che sarà presente nella zona pastorale e sarà a supporto di questi ragazzi che hanno fatto il corso, perché a questi ragazzi non chiediamo solo di seguire il corso ma – spiega Burtatta – gli lasciamo ‘i compiti a casa’”, ovvero iniziare a pensare e progettare pensando alla propria realtà.

Tutti arriveranno alla fine del percorso? “Questo lo vedremo, siamo anche molto curiosi. Per ora – commenta Buratta – noi recepiamo tanto entusiasmo, e vediamo tanta voglia di fare anche perché abbiamo chiesto ai singoli parroci proprio di indicarci e parlare loro con i ragazzi, troviamo tutti giovani motivati che sanno di essere stati scelti in qualche maniera. Siamo abbastanza fiduciosi che quando li troveremo in presenza ci sarà voglia di fare”.

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