In pellegrinaggio da Gubbio alle pendici del monte Nerone

Sulla scia di altre analoghe iniziative, ma soprattutto a confermare quanto sia radicato e sentito il culto e la devozione per il patrono sant’Ubaldo in località di confine tra l’Umbria e le Marche, l’associazione Maggio eugubino e la PiccolAccoglienza hanno assunto, ormai da un paio di anni, l’iniziativa della valorizzazione e della scoperta di un “Sentiero ubaldiano” che muove da Gubbio per concludersi alle pendici del monte Nerone. Il tutto trova motivazione e giustificazione con quanto avvenuto nell’anno 1126, quando venne a mancare a Perugia il vescovo Stefano. I perugini, a cui era già nota la sua fama di uomo santo, decisero di nominare Ubaldo Baldassini, allora priore della canonica eugubina dei Santi Giacomo e Mariano, come suo successore. Una scelta che avrebbe consentito di centrare diversi obiettivi: stringere un legame indissolubile tra le due città rivali, e consentire a Ubaldo di intraprendere una carriera degna del suo rango nobiliare, ma soprattutto delle sue qualità. Per l’umiltà del suo animo, al sentir parlare di onori la sua reazione più naturale fu la fuga.

IL PROGRAMMA
L’ appuntamento è il 29 aprile alle ore 16.30 dinanzi alla chiesa di Pian di Molino (che tutti chiamano “chiesa di sant’Ubaldo”, anche se è dedicata a Sant’Andrea), frazione di Apecchio; da dove, dopo la messa officiata da Paolucci Bedini e Ceccobelli, partirà la processione fino alla “grotta di sant’Ubaldo”. All’interno verrà posto un bassorilievo di sant’Ubaldo in preghiera, realizzato da Marino Rossi.

L’attuale cammino – descritto in un attento studio di Elisabetta Carlino ricalca quello che Ubaldo fece partendo da Gubbio, passando per Cantiano, per la Pieve di San Crescentino dove avvenne il miracolo del cieco, poi per Acquapartita dove su una grande lastra, giaciglio per un temporaneo riposo, resta l’impronta della mano del santo, giù per Rio Vitoschio fino alle alle pendici di monte Nerone dove si nascose per qualche tempo, lasciando però ovunque ricordi e testimonianze del suo passaggio e della sua presenza. Il tratto conclusivo del percorso, articolato in cinque tappe e avviato il 12 marzo dello scorso anno, è stabilito per il 29 aprile ad Apecchio, destinazione la grotta nella quale il futuro vescovo eugubino era solito ritirarsi a pregare. Tra le tante inziative della giornata, come annuncia don Sauro Profiri della parrocchia arcipretale di San Martino in Apecchio, anche “un gemellaggio spirituale tra la nostra comunità apecchiese (per l’esattezza la frazione di Pian di Molino, dove sant’Ubaldo gode di una particolare venerazione) e la città di Gubbio”.

Nutrito il programma della giornata, alla quale parteciperanno il vescovo diocesano mons. Luciano Paolucci Bedini, il vescovo emerito Mario Ceccobelli, i sindaci di Gubbio Filippo Stirati, di Apecchio Vittorio Alberto Nicolucci, e di Piobbico Giorgio Mochi; interverrà anche il gruppo Sbandieratori per richiamare, con la sua esbizione, il significato e l’importanza dell’evento.