Per l’Anno della fede, la diocesi di Foligno guarda avanti

Foligno. Momenti di riflessione per il 50° del Concilio e l’inizio dell’Anno della fede

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Il pellegrinaggio a San Bartolomeo la sera dell’11 ottobre

La diocesi di Foligno ha ricordato i 50 anni dall’apertura del Concilio Vaticano II con un’assemblea congiunta dei Consigli pastorali parrocchiali e del Consiglio pastorale diocesano, svoltasi nella chiesa di San Giuseppe Artigiano nel pomeriggio dell’11 ottobre. Davanti ai Consigli riuniti, il Vescovo ha ricordato il vero senso dell’aggiornamento conciliare, di cui gli organismi di partecipazione sono elemento essenziale. Il Concilio – come ha ribadito Benedetto XVI -, lungi dall’essere messo agli atti, attende di essere compiutamente applicato. Ed è solo in un rapporto costante con Cristo, in un ritorno alle sorgenti della fede, che la Chiesa può trovare la forza del rinnovamento, che è prima di tutto spirituale. L’Anno della fede, che si è appena aperto, prende così le sembianze di un “pellegrinaggio nei deserti del mondo contemporaneo”.

Mons. Sigismondi ha concluso il suo intervento con un interrogativo che si scioglie in un augurio: “A quale delle sette Chiese dell’Asia Minore, di cui parla il libro dell’Apocalisse, si avvicina la nostra diocesi? Proviamo a vedere se possiamo riconoscere come sorella maggiore la Chiesa di Filadelfia, a cui ‘Colui che ha la chiave di Davide’ ha aperto una porta che nessuno può chiudere. Di quale porta si tratta? È quella della Parola, autentico portale della fede!”.

Alla sera, il chiostro di San Bartolomeo era invece gremito di fedeli e giovani giunti in pellegrinaggio a ricordare la folla che in San Pietro attendeva l’annuncio dell’inizio del Concilio.

“La benedizione che rivolgo a ciascuno di voi all’inizio dell’Anno delle fede – ha detto mons. Sigismondi – è quella che predisse il profeta Gioele: I vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno dei sogni. Dal Concilio ad oggi è solo l’aurora! Guardate avanti con la chiaroveggenza di chi ha non solo un passo più lungo, ma uno sguardo più acuto, poiché la Parola di Dio ha preso a servizio la sua stessa vita. San Paolo scrive: Ho creduto, perciò ho parlato. Possiamo aggiungere: ho creduto perché ho ascoltato la Parola di Dio. Auguro a tutti che possiamo credere perché ascoltiamo la Parola del Signore”.

Per l’Anno della fede il Vescovo ha preparato una originale raccolta di tracce di riflessione dal titolo Stabili nella docilità. Brevi, densi commenti e attualizzazioni della Bibbia si alternano a scorci dei dipinti impressionisti di Claude Monet, che a loro volta suggeriscono meditazioni spirituali.