Perugia. Trenta secondi da incubo

Svanisce in un rocambolesco finale il sogno di promozione dei Grifoni. Pisa e Latina si giocheranno la serie B

Tempo di lettura: 156 secondi

È possibile gettare al vento un’annata in un istante? E’ quello che è successo incredibilmente al Renato Curi in una domenica di Giugno dove anche il cielo aveva voluto apparecchiare una atmosfera solare e festosa. Erano accorsi addirittura in 14000 per spingere la squadra di mister Camplone verso la finale. Insomma gli ingredienti per il trionfo c’erano tutti.

Il Perugia però scende in campo con lo stesso atteggiamento impaurito dell’andata. La squadra è bloccata mentalmente e incapace di sviluppare il gioco che ha contribuito alla esaltante rimonta del girone di ritorno. I grifoni sembrano appannati e senza idee, forse anche per un Pisa ben disposto in campo e che può sviluppare il gioco che predilige, difendersi e rilanciare sulle due punte.

Ed è subito da uno di questi rilanci che si sviluppa il vantaggio nero-blu. Lebran, intimorito, non riesce a rinviare e regala il pallone al Pisa, Koprivec tenta di opporsi al primo tiro ma sulla ribattuta Rizzo insacca. Il Curi è gelato, i giocatori spaesati. Al Perugia ora servono 2 gol ma per tutto il primo tempo si contano solo un paio di occasioni.

La ripresa si apre allo stesso modo, il Pisa addirittura sfiora il raddoppio con Perez fermato miracolosamente da Koprivec. Camplone inserisce il veloce Rantier e un altro attaccante Ciofani. Sembrano le ultime mosse disperate ma la partita cambia. Il Perugia anche grazie all’espulsione di Tulli alla mezz’ora inizia a spingere sulle fasce e con palle lunghe verso le 2 torri. Da una di queste incursioni centrali scaturisce il pareggio di Ciofani che caparbiamente difende una palla in area e si libera per la conclusione vincente.

Il Curi diventa una bolgia, i Grifoni sembrano tirare fuori nuove energie e pochi minuti dopo il miracolo sembra concretizzarsi. Triangolo sulla sinistra tra Fabinho e Nicco che va sul fondo e mette una palla radente che attraversa la porta e arriva sui piedi di Rantier appostato sul secondo palo da solo. Controllo e palla in rete. È un delirio collettivo, dall’inferno al paradiso in 5 minuti. In questo momento il Perugia è in finale. Ma non è finita.

Quello che succede nei 30 secondi successivi è incomprensibile e terrificante. Un misto di fatalismo e inesperienza, di superficialità e disattenzione. Il Pisa riprende il gioco velocemente mentre qualcuno ancora festeggia. Palla lunga sulla sinistra, cross, ribattuta affannosa di Russo su cui si avventa Favasuli che con rabbia non si fa pregare e indovina la porta. È il pareggio che fa piombare nel silenzio lo stadio e festeggiare i 1500 pisani in curva sud.

I minuti finali scorrono surreali tra vani tentativi e un silenzio assordante, al fischio finale svanisce un sogno nel peggiore dei modi tra le lacrime e lo stupore. Il Perugia spento e impaurito dei play-off esce di scena dopo aver incredibilmente recuperato una situazione compromessa . In finale ci va il Pisa che si scontrerà con il Latina, vincente inaspettatamente sulla Nocerina nell’altra semifinale.

È stata una annata strana, difficoltosa ma esaltante, fatta di errori e rimedi, di abbattimento e di ritrovato entusiasmo, che ha riportato tanta gente allo stadio e l’attenzione della città. Da questo bisogna ripartire a Settembre inseguendo un nuovo sogno chiamato Serie B.

AUTORE: Andrea Franceschini