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Come presentare proposte per rinnovare il capoluogo umbro in vista della candidatura a Capitale europea della cultura per il 2019

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L’intervento di Bruno Bracalente (foto Crocchioni)
L’intervento di Bruno Bracalente (foto Crocchioni)

La parola d’ordine è partecipazione. Obiettivo: costruire insieme la Perugia(Assisi) del 2019, puntando su imprenditorialità giovanile e rivitalizzazione dei centri storici, in primis quello del capoluogo umbro. Questo il messaggio lanciato giovedì dalla Fondazione PerugiAssisi 2019 nel corso dell’open day organizzato per far conoscere alla cittadinanza la “corsa” verso la candidatura a Capitale europea della cultura e le possibilità di partecipazione attiva. La designazione di una città come Capitale della cultura da parte dell’Unione europea – il 2019 sarà il turno di Italia e Bulgaria – non avviene, infatti, sulla base del suo patrimonio artistico e delle manifestazioni esistenti, ma per il programma di eventi culturali che intende realizzare nell’anno di assegnazione del titolo, durante il quale la città è invitata a valorizzare le proprie peculiarità e a dimostrare la propria creatività. Il primo passo verso il titolo arriverà tra qualche mese: ad ottobre PerugiAssisi dovrà proporre alla Commissione europea la candidatura ufficiale attraverso la presentazione di un progetto culturale. Da qui la necessità della partecipazione diretta dei cittadini. “L’Europa ci chiede entro ottobre un programma culturale di eventi prima, durante e dopo l’anno della candidatura – ha spiegato Arnaldo Colasanti, direttore artistico della Fondazione –. Per questo ci servono le vostre idee e le vostre proposte su come vorreste che fosse la Perugia del 2019. Dobbiamo guardare al futuro, senza però mai perdere di vista il nostro passato, anzi partendo da esso, dagli altissimi esempi culturali del territorio umbro: san Francesco, Aldo Capitini, Sandro Penna, ecc.”. Come è possibile partecipare? Le strade sono diverse. È possibile, infatti, inviare la propria idea o proposta attraverso il sito internet www.perugiassisi2019.eu, nell’apposita sezione “Partecipa – Invia la tua proposta”. Per chi, poi, vuole collaborare concretamente c’è la possibilità di diventare “volontario” o “ambasciatore” e di offrire, quindi, la propria disponibilità sia nel corso degli eventi (attività di organizzazione, comunicazione, ecc.) sia promuovendo la candidatura dentro e fuori i confini regionali. Per aderire occorre compilare la scheda di partecipazione via web, nel sito della fondazione, sezione “Partecipa – Ambasciatore/volontario”. La Fondazione, dal canto suo, è già al lavoro da mesi. “La candidatura – ha spiegato il presidente Bruno Bracalente – vuole aprire una finestra sul futuro di partecipazione attiva della cittadinanza, che non riguarderà solo Perugia e Assisi, ma tutta l’Umbria. Molti Comuni hanno, infatti, già dato ampia disponibilità a partecipare. Al momento, sono due le strade su cui stiamo lavorando. La prima è quella di costruire progetti di rigenerazione urbana di aree dismesse, come già avvenuto, ad esempio, per il recupero delle aree portuali di Genova e Marsiglia, rispettivamente Capitali della cultura 2004 e 2013. Noi ci focalizzeremo sui centri storici, realtà storicamente e culturalmente peculiari dell’Umbria; in particolare lavoreremo per la rivitalizzazione dell’acropoli di Perugia, luogo di enormi potenzialità e, al contempo, di grande sofferenza. A questa prima strada di intervento – ha continuato Bracalente – si congiunge strettamente la seconda: la corsa al titolo di Capitale è rivolta principalmente ai giovani e ad incentivare la loro imprenditorialità. Per questo stiamo lavorando concretamente per creare un luogo dove i giovani possano realizzare imprese legata alla cultura, alla creatività e all’alta tecnologia. Lo abbiamo già individuato nell’area dell’ex carcere, con la prospettiva anche di realizzare un vero e proprio ‘distretto’ dislocato in varie zone del centro storico”.

AUTORE: Laura Lana