Preziosità barocche

Capolavori del Seicento nel programma della Sagra musicale umbra

Tempo di lettura: 144 secondi

È stato ricco di appuntamenti il calendario di musica barocca, nell’ambito della 64a Sagra musicale umbra. Un esemplare festival di musica sacra tenutosi sia nel capoluogo che in altri centri della regione, e che si conclude venerdì 25 settembre. Sabato19, nella basilica di San Pietro a Perugia, sono stati eseguiti due capolavori della musica sacra barocca dedicati a santa Cecilia, patrona della musica. Si tratta dell’Ode for St. Cecilia’s Day, elaborazione mozartiana dell’omonima opera di Haendel – eseguita in Italia per la prima volta -, e della Missa Cellensis di Haydn conosciuta anche come Missa Sanctae Caeciliae. Entrambe le opere sono state dirette da Filippo Maria Bressan alla guida della Camerata strumentale “Città del Prato” e del coro Voxonus. Composta nel 1739 da Haendel, l’Ode for St. Cecilia’s Day ha riscontrato un grande successo tanto da essere eseguita per ben 13 volte nel corso della vita del compositore. L’elaborazione realizzata da Mozart nel 1790 è stata voluta dal barone Van Swieten per celebrare la santa patrona della musica. Il risultato è un’opera nella quale “la contenuta solennità di Haendel viene trasferita nel timbro sensuale della musica mozartiana” secondo il musicologo Greither. Per quanto riguarda la Missa Cellensis, l’opera è stata composta da Haydn nel 1766 in onore della Vergine di Mariazell, santuario dove il compositore era stato in pellegrinaggio da studente. Concepita inizialmente all’italiana come una Missa brevis, venne completata probabilmente tra 1769 e 1773, ed eseguita per la prima volta nella Congregazione di Santa Cecilia in occasione della festa patronale. Da qui il nome – non autentico – di Missa Sanctae Caeciliae che gli è stato attribuito fino al 1875. Un altro appuntamento importante sul calendario della musica barocca si è svolto domenica 20 settembre all’Auditorium San Domenico di Foligno. Il concerto nell’Auditorium ha riportato al pubblico un’opera che ormai si credeva persa: Il martirio di santa Cecilia di Alessandro Scarlatti. A dirigerlo è stato Diego Fasolis alla guida di uno dei più appauditi complessi barocchi europei, “I Barocchisti”, che a partire dagli anni ’50 ha svolto un’attività fondamentale per il recupero delle opere di quell’epoca. Riportando ai fasti musicali della Roma del 1708, Il martirio di Santa Cecilia è stato uno degli appuntamenti più attesi della Sagra. Nello stesso giorn, gli appuntamenti della Sagra musicale prevedevanno anche la tradizionale concelebrazione della messa solenne cantata nella cattedrale di San Lorenzo di Perugia. Ad accompagnare la messa, i canti gregoriani eseguiti dagli specialisti della Wiener Choralschola – vincitori del Concorso internazionale “Guido d’Arezzo” – diretti da Daniel Mair. L’arcivescovo Giuseppe Chiaretti nell’omelia ha elogiato e ringraziato gli organizzatori della Sagra per aver ricondotto la manifestazione alla sua originaria ispirazione. Quest’anno sono stati eseguiti brani davvero alti, coerenti con il sentimento religioso cristiano. Ha quindi preso spunto dal Vangelo della liturgia – in cui Gesù presentava un fanciullo come oggetto di cura e di attenzione – per esaltare la bontà e la bellezza di cui la musica è massima espressione.