Progresso o barbarie?

TODI. Incontro del Mpv sul tema eutanasia

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Sempre molto attivo il Movimento per la vita di Todi che, all’apertura del nuovo anno, ha proposto un primo incontro il 9 gennaio al palazzo del Vignola a Todi. L’appuntamento segue quelli che, nel corso del 2007, hanno contrassegnato l’attività di questo gruppo di volontari, i quali hanno operato non solo in ambito cittadino ma anche nel territorio circostante, organizzando eventi ed incontri in più cittadine del comprensorio tuderte.All’appuntamento, dedicato al tema ‘Eutanasia: progresso o barbarie?’, sono intervenute numerose persone, il vescovo mons. Giovanni Scanavino e il sindaco di Todi Antonino Ruggiano, che ha aperto la serata porgendo i saluti dell’Amministrazione e ringraziando il Mpv locale che tanto si impegna proponendo argomenti di riflessione importanti (ricordiamo, per inciso, altri incontri in cui si è dibattuto sulla pillola del giorno dopo, su obiezione di coscienza ed aborto). Chiara Andreucci, presidente del Mpv di Todi, ha introdotto al tema delicato dell’eutanasia, ponendo degli interrogativi: esiste un diritto a morire? Si può chiedere la morte per sé e per altri in nome della pietà umana? A queste domande ha cercato di rispondere il relatore della serata, il dottor Giorgio Gibertini, responsabile organizzativo del Mpv nazionale, conduttore radiofonico su Radio Mater e scrittore che, con un approccio molto diretto, ha spiegato ai presenti come una certa cultura proponga un costante processo di spersonalizzazione della morte, cercando di dominarla, allontanarla o avvicinarla, per sé o per altri, a piacimento. Ricordando poi che la vita è sacra (in termini non prettamente religiosi, ma laici), irripetibile ed indisponibile dal concepimento alla morte naturale, ha dichiarato come l’atteggiamento dell’uomo nei confronti della morte debba essere quello di chi si avvicina ad essa vivendola da protagonista, preparandosi all’incontro senza paura. Gibertini ha anche riportato molti esempi ed episodi di vita che suoi ascoltatori radiofonici o conoscenti gli hanno raccontato, insegnando come nella sofferenza esista un senso, come la vicinanza e il conforto delle famiglie siano fondamentali nell’accompagnamento alla morte, perché solo in questi casi il dolore e la sofferenza, che portano con sé la malattia e la disabilità, possono essere affrontati nel giusto modo. Una riflessione sconvolgente e profonda, che merita approfondimenti; il Mpv di Todi ha assicurato che a questo incontro ne seguiranno altri, nel 2008, che affiancheranno anche le iniziative che si stanno preparando per la Giornata della vita.

AUTORE: Francesca Carnevalini