Protagonisti nel servizio

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Ringrazio Comunione e liberazione per la grande provocazione dell’attuale Meeting di Rimini: ‘O protagonisti o nessuno’. È un bel modo di svegliare una certa area cristiana che dorme, non sapendo come proporsi sulla scena di questo mondo. Almeno può suscitare una discussione e un dibattito per chiarire la presenza e la posizione dei cristiani nella vita sociale del nostro Paese. Prendo la palla al balzo tentando alcune precisazioni. Il tema del Meeting mi richiama il discorso della montagna di Gesù. Dopo le beatitudini, egli afferma: ‘Voi siete il sale della terra’ voi siete la luce del mondo’ (cfr. Mt 5, 13-14). Del sale si dice che deve dare sapore, altrimenti non è nulla e va buttato. Della luce si afferma che non deve essere nascosta, deve risplendere ‘davanti agli uomini’, deve rendere visibili ‘le opere buone’, perché gli uomini, vedendole, ‘rendano gloria al Padre che è nei cieli’. L’identità cristiana ‘ il nostro volto, direbbe don Giussani ‘ ci viene regalata dall’amore di Dio, dal suo Spirito: non possiamo nascondere questa identità e questo volto, altrimenti non siamo protagonisti come Cristo ci vuole, e diventiamo insignificanti. La potenza creatrice dello Spirito ha deciso di agire oggi attraverso la nostra identità e il nostro volto. Allora non possiamo non proporci e ‘stare in panchina’; dobbiamo ‘esserci’ con tutta la nostra fede e servire con amore. Questo significa essere protagonisti. Non conta tanto la posizione in cui ci troviamo; non sono protagonisti solo quelli che contano. Tutti dobbiamo essere veramente protagonisti, mettendo in atto, in circolazione, tutti i talenti che abbiamo ricevuto. Sant’Agostino nella sua piccola Regola, affidata dalla Chiesa a centinaia di famiglie religiose, dice che il fermento che crea nuove comunità, o addirittura la città di Dio in mezzo a noi, è lo spirito di servizio ‘ quello del Servo di Jahvè ‘ di chi non pensa più a se stesso, ma solo al bene comune. ‘Il principio da rispettare è sempre che nessuno lavori per un fine individuale: tutta la nostra attività sia a servizio della comunità, con un impegno quindi maggiore e con più intenso zelo che se ciascuno curasse per proprio conto le sue faccende. Della carità è stato scritto che non cerca il proprio interesse (1Cor 13, 5b); essa implica per se stessa che si anteponga il bene comune a quello individuale, e non viceversa’. La regola d’oro che permette al cristiano di essere sale e luce, è quella di condire le sue opere con l’amore che nasce da Dio. Questo amore è la base del vero protagonismo, perché è come lasciare agire l’unico vero Protagonista con il suo stesso amore. Se poi tanti non capiscono, non accettano e perseguitano, niente paura. La via della ricostruzione e della salvezza passa dalla croce. È meglio essere ‘qualcuno’ in Cristo crocifisso che ‘nessuno’ secondo l’opinione degli uomini. Ma se non siamo qualcuno in Cristo, non siamo proprio nessuno.

AUTORE: padre Giovanni Scanavino