Protagonisti “non protagonisti”

CSI UMBRIA. Alle Finali di Montecatini era presente con... gli arbitri

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Denise Danza e Filomena Italiano

Presente anche l’Umbria alle Finali nazionali di Montecatini under 14, organizzate dal Csi e svoltesi dal 2 al 5 luglio. Non avendo squadre qualificate, la nostra regione è stata rappresentata da alcuni arbitri, chiamati a dirigere gli incontri.

Tra questi Giuliana Sciuto, da 3 anni direttore di gara di calcio a 7 del comitato di Perugia, che evidenzia come “essere arbitro Csi significa soprattutto educare. Devi contribuire a far crescere i ragazzi il più possibile, anche attraverso una semplice partita di calcio. Arbitrare non è solo fischiare falli o estrarre cartellini, ma trasmettere qualcosa ai giovani, far comprendere loro il vero significato del calcio, e ritengo che sia, pertanto, una grande responsabilità. Con il passare degli anni – prosegue – mi sono legata molto a questo ambiente e lo apprezzo tantissimo perché vengono messi al centro la persona e lo sport in quanto tale”.

Far parte del Csi è un’occasione di crescita non solo per gli atleti, ma anche per gli arbitri stessi. Come affermato da Filomena Italiano, arbitro di pallavolo del Centro sportivo, anch’essa presente alle finali: “Dirigere le gare è essenzialmente passione. Arbitrare può costituire un’ottima opportunità per rimanere nell’ambiente, anche da adulti, quando ormai non si può più praticare lo sport a livello agonistico. Quando si è direttori di gara, il carattere si fortifica e si forgia, in quanto è un’attività che ti mette sempre al centro dell’attenzione. Devi prendere decisioni velocemente e sei obbligato a essere un ‘protagonista non protagonista’. Vivi una serie di esperienze che si possono riscontrare anche nella vita. È a tutti gli effetti una palestra di allenamento che ci aiuta a fare in modo più sicuro le nostre scelte quotidiane”.

Sciuto, Zanin
Giuliana Sciuto e Cinzia Zanin

Essendo anche arbitro della Federazione italiana pallavolo (Fipav), Filomena ha poi sottolineato la principale differenza in questi due mondi: “Sicuramente l’agonismo, più vivo in Fipav e meno evidente nel Csi, dove c’è meno tensione e tutto è vissuto come in una grande famiglia. Nonostante ciò, in entrambi i mondi occorre conoscere e far rispettare le regole. Proprio per questo tendo a utilizzare un unico metro di giudizio sia in Fipav che in Csi, attendendomi solo al regolamento, che non cambia”.

Altro arbitro presente a Montecatini in rappresentanza dell’Umbria, Silvia Vero, anche lei per la pallavolo. La ragazza di origini calabresi è ufficiale di gara dal 2009, e per lei “essere arbitro significa far parte di un gruppo e mantenere un buon rapporto con altre persone che, altrimenti, nemmeno avrei conosciuto. Rappresenta anche un importante momento di crescita, soprattutto grazie agli stage, nei quali si ha la possibilità di condividere esperienze e confrontarsi anche con arbitri di altre discipline, provenienti da tutt’Italia. Ricordo ancora perfettamente, quando, al primo corso formativo tenutosi a Roccaporena, ci dissero che la figura dell’arbitro deve essere autorevole e non autoritaria, ma con un comportamento più umano possibile”.

 

AUTORE: Michele Mencaroni