Provincia francescana delle origini

"La nostra attività pastorale, a servizio delle Chiese particolari, è a 360 gradi. Si va dalla pastorale turistica nei conventi al mare, alla pastorale caritativa negli ospedali, dalla cura delle parrocchie e di alcuni santuari, alla pastorale giovanile"

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La chiesa santuario di San Francesco a Foligno dove è custodita la tomba della mistica francescana santa Angela
La chiesa santuario di San Francesco a Foligno dove è custodita la tomba della mistica francescana santa Angela

Alla “provincia serafica” dei frati minori conventuali di san Francesco in Umbria può essere riconosciuto il titolo di prima fra le province dell’Ordine minoritico.

Una storia assai lunga e complessa. La sua nascita può essere fatta coincidere con l’arrivo del primo gruppo di fratres che, presso la Porziuncola e presso il “tugurio” di Rivotorto, si raccolsero attorno a san Francesco negli anni 1208-1209.

Una nuova famiglia religiosa quasi subito riconosciuta dalla Chiesa, da papa Innocenzo III, nella primavera del 1209. In breve tempo, per il rilevante incremento numerico dei frati, sorsero ben presto altri luoghi o conventi che nel primo “Capitolo delle stuoie” del 1217 furono uniti fra loro.

Tale anno può essere considerato l’anno effettivo di nascita della provincia francescana, che a quel tempo comprendeva, oltre all’Umbria, anche la Toscana, le Marche, il Lazio e altre regioni limitrofe.

Sotto il generalato di fra’ Luigi Parenti – siamo nel 1230 – troviamo l’Ordine francescano già suddiviso in numerose province e Custodie. Intorno al 1340 la provincia umbra contava 9 Custodie e oltre 70 conventi distribuiti su tutto il territorio. Nel XIV secolo, prima della riforma dell’Osservanza, si contavano oltre 100 conventi.

Con l’inizio dell’esperienza dell’Osservanza, alcuni di essi passarono alla “riforma”. Dopo varie vicende storiche, nel 1652, rimanevano aperti 42 conventi con 407 frati. Nel 1764 anche il Sacro Convento veniva separato – da papa Clemente XIII – e posto sotto la diretta obbedienza del Ministro generale. Con la soppressione napoleonica del 1810 la provincia religiosa, come quasi tutte le altre aggregazioni, venne quasi totalmente dispersa. Ma trascorsi pochi anni, si ricompose con la fine del dominio napoleonico.

Passarono pochi decenni, e sulla provincia si abbatté un’altra soppressione: quella del nuovo Governo italiano. Negli anni 1860 e 1866 avvenne una nuova dispersione dei frati. La ripresa fu lenta, tanto che solo dopo il conflitto mondiale del 1915-1918 si ebbe una rinascita. Attualmente la provincia conta 7 conventi: Cattolica, Città di Castello, Foligno, Gabicce Mare, Gubbio, Perugia, Terni, con una trentina di frati e alcuni giovani in formazione. A questi conventi vanno aggiunti, nel territorio assisano, il Sacro Convento, il santuario di Rivotorto, il convento Franciscanum : tre comunità conventuali internazionali che fanno parte della Custodia generale del Sacro Convento.

Padre Franco Bonamano
Padre Franco Bonamano

La nostra attività pastorale, a servizio delle Chiese particolari, è a 360 gradi. Si va dalla pastorale turistica nei conventi al mare, alla pastorale caritativa negli ospedali, dalla cura delle parrocchie e di alcuni santuari, alla pastorale giovanile, dalla cura spirituale dell’Ofs (Ordine francescano secolare) e della Gifra (Gioventù francescana), a quella di alcuni monasteri di sorelle Clarisse.

La storia del francescanesimo conventuale in Umbria si è arricchita dalla testimonianza di tanti uomini e donne che hanno seguito le orme del Serafico Padre. Molti sono sepolti all’interno delle nostre chiese. Le tombe più “illustri”, oltre a quelle del Santo fondatore e di alcuni dei primi compagni presenti nella basilica papale di San Francesco, tra cui quella del beato Egidio di Assisi, terzo compagno di Francesco, sepolto in una preziosa urna di epoca romana all’interno dell’oratorio di San Bernardino presso San Francesco al Prato a Perugia.

Inoltre la tomba della mistica santa Angela da Foligno, custodita nella chiesa di San Francesco nella omonima città. “Questi santi, come tutti i testimoni della fede, che emergono dalla storia simili a stelle luminose in grado da orientare il cammino di tanti cercatori di Dio, hanno, quale caratteristica comune, una perenne giovinezza, ossia un’attualità che li rende in qualche modo ‘adatti’ a ogni epoca, a ogni contesto culturale, poiché essi rispondono – con la loro stessa vita – a domande perenni dell’uomo, alla sete di incontro assoluto che dia significato a ciò che l’esistenza dispone e propone per ognuno di noi” (da M. Ceschi, Angela da Foligno, l’amore e la croce).

AUTORE: Padre Franco Bonamano Ministro provinciale Ofm conv