Quando si è meno di 5.000

I piccoli Comuni hanno la loro festa l'11 maggio. Ma... sopravvivranno?

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Domenica 11 maggio torna ‘Voler bene all’Italia’, festa nazionale della piccola-grande Italia, campagna ideata da Legambiente, posta sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. In Umbria gode del patrocinio della Provincia di Perugia. Giunta alla quinta edizione, l’iniziativa è divenuta un momento importante di raccolta di voci ed esperienze dell’Italia ‘minore’. Perché sui piccoli Comuni e sulle loro reali potenzialità non sappiamo ancora molto. In verità, sappiamo che sono piccoli e basta. Anche in Umbria, a rendere difficoltosa la loro esistenza al tempo della globalizzazione è il vento del campanilismo che ancora soffia troppo forte. Lo Stato centrale taglia loro fondi in continuazione, per spingerli ad accorpare determinati servizi al cittadino. I loro amministratori non possono più aumentare la fiscalità locale. Il governo Prodi aveva già eliminato l’Ici per le fasce deboli e, adesso, il governo Berlusconi sembra orientato a ‘finire il lavoro’. Ma per i sindaci dei piccoli Comuni già la diminuzione dell’Ici voluta da Prodi è stata un dramma. Che li ha spinti ad aumentare altre tasse, come quella sullo smaltimento rifiuti. O, peggio, ad affidare i soldi delle nostre tasse alla famigerata ‘finanza creativa’. Con danni irreparabili, specie in provincia di Terni. Meno di 5000 residenti? Sei un piccolo ComunePer ‘piccoli Comuni’ si intendono quelli con una popolazione inferiore ai 5.000 residenti. In Umbria sono 63, pari al 68 per cento dei 92 Comuni della regione. La loro popolazione residente è di 137.392 persone, pari al 17 per cento della popolazione regionale. Sopravviveranno? O molti di essi spariranno, perché enti inutili in quanto troppo costosi, esattamente come alcuni vorrebbero per le Comunità montane e le Province? E come si vive e si vivrà in essi? Ci risponde il coordinatore regionale Anci dei piccoli Comuni dell’Umbria, Mauro Paci, che è anche sindaco di San Gemini (Terni). ‘È decisivo – afferma – accorpare, associare e unire tutto quello che si può. Ad esempio, a San Gemini facciamo il servizio della raccolta differenziata insieme a Massa Martana, Acquasparta e Montecastrilli. L’abbiamo affidata ad un comune gestore, l’Ipic, e otteniamo risultati lusinghieri: con meno spese siamo ben sopra il 40 per cento di raccolta. A San Gemini siamo al 49,66 per cento’. Piccolo, almeno in questo caso, è bello. Ma l’energia è un altro dei grandi problemi. ‘Ogni sindaco – racconta Paci – si fa il suo impiantino solare, fotovoltaico, prova ad acquistare quote di energia al prezzo migliore, stock di nuove lampade a risparmio energetico. L’energia è un problema, ma ognuno lo affronta come può o come vuole. Mentre fare impianti fotovoltaici di un ettaro o più, realizzati insieme per abbattere i costi, ci avvantaggerebbe tutti. Ma non si fa’. Così piccolo da certificare Si vuole che i piccoli Comuni facciano rete per promuovere i propri territori, ma anche per essere economicamente più competitivi. ‘La natura, la qualità dell’aria, l’andamento lento della vita nei piccoli Comuni – afferma il coordinatore regionale Paci – è la loro stessa forza, al pari dei loro piccoli tesori artistici e culturali. Un patrimonio che prima va conservato e poi protetto con le certificazioni’. I piccoli Comuni offrono prodotti come il sagrantino, l’olio umbro e le lenticchie di Castelluccio. ‘Per questo – sottolinea Paci – sono importanti i riconoscimenti come quello di Città slow (letteralmente: città ‘lenta’, ossia dove la vita scorre a misura d’uomo), l’essere all’interno di circuiti turistici quali i Borghi più belli d’Italia, e avere ottenuto l’Emas, ossia la certificazione europea di qualità ambientale’. Una scommessa, certo: anche perché, certificati o no, lo sviluppo della soft economy dei piccoli Comuni dell’Umbria sembra ancora tutta da inventare. Le iniziative ‘Voler bene’ in UmbriaAlla festa di ‘Voler bene all’Italia – Umbria 2008’ hanno aderito in oltre 40. Molti i Comuni, più qualche scuola e associazione di volontariato. In 21 Comuni umbri sono previste delle iniziative. Le principali si svolgeranno domenica 11 maggio a Massa Martana (due treni Fcu partiranno da Perugia e Terni alla volta di Massa Martana per visitare l’antica via Flaminia e il borgo-castello dell’anno Mille) e a Sant’Anatolia di Narco (prima edizione di Umbria Fly Fishing Festival, con la partecipazione di campioni della pesca ‘a mosca’, anche nel giorno di sabato 10 maggio). Eventi minori si terranno ad Alviano, Baschi, Bevagna, Campello sul Clitunno, Cannara, Cascia, Castel Ritaldi, Cerreto di Spoleto, Collazzone, Costacciaro, Lisciano Niccone, Lugnano in Teverina, Montecchio, Monteleone di Spoleto, Paciano, Otricoli, San Venanzo, Tuoro sul Trasimeno e Giove. A carattere regionale è in corso la campagna ‘A misura di regione’ promossa insieme a Marche e Lombardia per la raccolta delle batterie al piombo esauste. Questa edizione di ‘Voler bene all’Italia’ è particolarmente incentrata sul tema della mobilità: in Umbria si andrà alla riscoperta del ruolo della ferrovia – con il progetto ‘Ferrovie dimenticate’ – per conservare la memoria delle rotaie non più utilizzate, come quelle della Spoleto-Norcia e delle gole del Nera a Narni.

AUTORE: Paolo Giovannelli