Ricerca e innovazione: Perugia segna il passo

Commento di Pierluigi Grasselli sull'andamento dell'economia nella provincia di Perugia, sulla base dei dati Union Camere presentati nella Giornata dell'Economia

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Lunedì 9 maggio 2005 è stata celebrata presso la Camera di commercio di Perugia la ‘Giornata dell’Economia’. Nel corso di essa è stato presentato il Rapporto sull’economia della provincia di Perugia, basato su dati per lo più predisposti da Unioncamere nazionale. Hanno presentato il Rapporto il Presidente della Camera, Alviero Moretti, e Pierluigi Grasselli, dell’Università degli Studi di Perugia. Ne hanno discusso Giulio Cozzari, Presidente della Provincia di Perugia, Carlo Colaiacovo, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e i rappresentanti delle categorie economiche e delle organizzazioni sindacali. L’analisi dell’andamento dell’economia della provincia di Perugia, basata in gran parte su dati Unioncamere, offre l’occasione per un approccio allo sviluppo locale di tipo ‘personalista’, attento al potenziamento della dimensione relazionale tra i molteplici attori della scena economico-sociale, nonché alla creazione di forme innovative nei vari campi della vita associata (non solo in quella economica). La dinamica del tessuto produttivo perugino mostra una diminuzione dell’incidenza dell’Industria e un aumento di quella del Terziario. Altri processi di modificazione in corso possono essere suggeriti dalla sensibile espansione degli addetti collegati alla produzione o all’utilizzo di Tecnologie dell’Informazione, nonché degli addetti con qualifica alta, e delle professioni riguardanti il capitale organizzativo e della ricerca. Molto interessante è anche il fenomeno delle reti tra imprese, attraverso cui queste cercano di affrontare i problemi complessi di conoscenza dei mercati globali: al riguardo, si rilevano dinamiche positive dei gruppi di imprese con localizzazione perugina della capogruppo. In un’economia della conoscenza, svolgono un ruolo centrale i processi di apprendimento (individuale e di gruppo), insieme a quelli legati all’attività di ricerca e di innovazione. Mentre sui primi non abbiamo informazioni adeguate (tranne alcuni dati sulla formazione), per le attività di ricerca e innovazione rileviamo una inferiorità della situazione perugina, rispetto sia al Centro Italia che al dato nazionale, sia per ciò che riguarda il numero di brevetti europeo che la quota sul pil della spesa per Ricerca e Sviluppo. Passando a considerare la performance dell’economia provinciale, rileviamo, per il valore aggiunto, dinamiche per lo più in linea col dato del Centro Italia e con quello nazionale; ma nel triennio 2001-03, l’espansione a Perugia è nettamente inferiore rispetto all’Italia e al Centro Italia. Per il commercio estero, può segnalarsi il maggior dinamismo delle esportazioni di beni specializzati nonché il saldo positivo 2003 della bilancia dei pagamenti tecnologica, anche se i dati dell’export per impresa e per abitante risultano nettamente inferiori (sempre rispetto a Centro Italia e Italia). In tema di determinanti del benessere nel territorio provinciale, troviamo fra esse in primo luogo il reddito disponibile, che mostra, per il periodo 1995-2003, un tasso di aumento inferiore sia a quello dell’Italia che ancor più del Centro Italia e vede la nostra provincia arretrare di alcune posizioni nella graduatoria nazionale. Sulla formazione del benessere complessivo si riflette altresì l’inferiorità locale in termini di infrastrutturazione economica e sociale (ferrovie, autostrade, reti telematiche,’). Comunque, il benessere, inteso in senso sia oggettivo che soggettivo, non è valutabile con i dati attualmente disponibili. È invece decisivo approfondire questo aspetto, anche per comprendere le possibili motivazioni delle persone per un impegno molto molto forte, quale è richiesto da una duratura ripresa dell’economia provinciale: si pensi in particolare ai giovani, di fronte alla precarietà e frammentarietà di una parte consistente dei percorsi lavorativi. Dai dati disponibili sembrerebbe dunque che l’economia della provincia stia cercando di seguire le tendenze di adattamento alle esigenze dei mercati globali, e che vantaggi potrebbero derivare da un’accelerazione di alcuni dei processi di modificazione su accennati.

AUTORE: Pierluigi Grasselli

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