Riunione degli “Amici de La Voce”

Vent’anni fa la costituzione dell’Associazione per svolgere attività culturali e di promozione del settimanale

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La-VoceVenti anni fa, tra giugno e luglio del 1994 veniva costituita formalmente l’“Associazione degli amici de La Voce”. Di amici oltre che di lettori e collaboratori il settimanale ne ha sempre avuti in questi oltre sessant’anni di vita, altrimenti non sarebbe sopravvissuto ai tanti cambiamenti e alle molteplici crisi che sono sopravvenute nel tempo. I primi amici sono quelli che hanno direttamente operato nei vari ruoli e servizi di cui necessita un giornale, molti dei quali, a cominciare dai direttori, a titolo totalmente gratuito, ma altri amici sono coloro che si sono sentiti rappresentati da La Voce, come espressione pubblica ed evidente di appartenenza ad un determinato mondo culturale e sociale con i suoi valori e principi di vita. Dieci anni dopo la ri-fondazione de La Voce voluta e realizzata dai vescovi umbri guidati nell’impresa dal vescovo di Perugia Cesare Pagani e dal vescovo di Città di Castello Carlo Urru si è pensato di costituire un’Associazione formalmente definita in modo da poter svolgere attività a carattere culturale e promozione di iniziative. In questo ambito sono state organizzate conferenze e dibattiti, si è dato sostegno anche economico al Progetto Gemma e al Centro aiuto per la vita (Cav). Ma l’intento prevalente dell’associazione è quello di avere una comunità di persone che si prendono cura del settimanale come di una propria creatura e ne portano avanti le finalità e il messaggio. Il rischio, infatti, che corre un organo d’informazione è di rimanare chiuso nelle stanze dove si compone, di essere voce solo dei pochi della redazione, di non avere interlocutori, di non rispecchiare la realtà del territorio e di cadere nell’ambiente senza lasciare traccia. Gli amici dovrebbero essere gli ispiratori e i diffusori dei modi concreti ed efficaci con cui legare insieme e porre a confronto e in dialogo Chiesa e territorio. Una caratteristica che rende unica in Italia La Voce (c’è di simile Toscana oggi, ma in modo diverso) è la sua dimensione regionale. La regione Umbria, una delle più piccole del nostro Paese, ha il vantaggio di usufruire della regionalità come valore di più facile sinergia, collaborazione e comunione. Obbligati in qualche modo a fare insieme molte cose che le singole entità locali e le otto diocesi non possono avere la forza di fare da soli, alla fine risulta un vantaggio per realizzare un risparmio di energie e di risorse, favorire un ordinato sviluppo e facilitare quella fraternità che per il senso cristiano della vita è il frutto maturo più importante da perseguire e da coltivare.

l’INCONTRO

GIOVEDÌ 11 DICEMBRE, alle ore 16, alla sala del Dottorato presso le Logge di San Lorenzo, a Perugia, incontro degli “Amici de La Voce” vecchi e sono i benvenuti i nuovi. Alle 18 messa in cattedrale in ricordo di tutti gli operatori de “La Voce” che nei sessant’anni sono passati alla casa del Padre, tra cui don Remo Bistoni e il primo Vescovo del rilancio del settimanale nel 1984 mons. Cesare Pagani.

AUTORE: Elio Bromuri